La Nuova Zelanda svolta a destra. Il conservatore Christopher Luxon, leader del National party, ha vinto le elezioni. Finisce così l’esperienza di sei anni di governo laburista, a guida principalmente della giovane e carismatica Jacinda Ardern. Luxon, 53 anni, ex uomo d’affari ha conquistato poco meno del 40% dei consensi, staccando il Partito laburista fermo al 26,5%. Il sistema elettorale proporzionale poterà Luxon a formare un’alleanza per diventare primo ministro. La maggioranza nel Parlamento del Paese insulare del Pacifico sud-occidentale è di 61 voti.
Coalizione
La nuova coalizione di centro-destra dovrebbe vedere l’intesa del National party con ACT (9%). Luxon ha detto che le due formazioni formeranno il prossimo governo. “Abbiamo vinto. Ci avete dato il mandato di portare avanti la Nuova Zelanda”, ha detto ai suoi sostenitori, promettendo di realizzare il programma che “ricostruirà l’economia, abbasserà il costo della vita e ripristinerà legge e ordine”. Non è però escluso che per costruire la maggioranza possa servire anche il sostegno di New Zealand First (6,4%), partito che ha avuto spesso in passato scontri politici con ACT.
Energia
Ardern aveva vinto le precedenti elezioni in maniera schiacciante, dando ai laburisti una maggioranza autonoma. Ma la sua popolarità è scesa a causa della stanchezza per le restrizioni anti-Covid-19 e per la crescita dell’inflazione. A sorpresa a gennaio scorso Ardern aveva annunciato le sue dimissioni, sostenendo di di non avere “più energia” per continuare il suo lavoro. Il suo successore alla guida del Labour e premier in carica, Chris Hipkins, ha ammesso la sconfitta.
Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.
Imposta in20righe come fonte preferita







