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venerdì, 24 Maggio 2024

Scompenso cardiaco: in Italia ne soffrono circa 600mila persone. Prof. Vetta presenta nuovi percorsi diagnostici e terapeutici all’Ospedale di Avezzano

Lo scompenso cardiaco è una delle prime cause di ricovero in Italia, soprattutto negli over 65. A soffrirne in Italia sono circa 600mila persone e si stima che la sua prevalenza raddoppi a ogni decade di età, dopo i 65 anni arriva al 10% circa. “Lo scompenso cardiaco necessita di una particolare attenzione e di percorsi dedicati viste le conseguenze che può comportare – segnala il professor Francesco Vetta, direttore UOC Cardiologia UTIC Ospedale di Avezzano e Professore di Cardiologia Unicamillus –. Dopo la dimissione il 30% dei pazienti viene nuovamente ricoverato entro un mese, mentre circa il 10% va incontro a decesso durante il ricovero. Anche per quanto riguarda le aritmie, un trattamento rapido è indispensabile per ridurre il rischio di morte improvvisa”.

Ambulatori

Per questa tipologia di problematiche, ma non solo, l’ospedale Santi Filippo e Nicola di Avezzano si candida a diventare punto di riferimento per un ampio bacino di pazienti nell’area compresa tra Abruzzo, Molise e basso Lazio. Si sta lavorando all’ammodernamento degli ambulatori di secondo livello nella Unità Operativa Complessa di Cardiologia UTIC, che saranno aperti da gennaio 2024. Queste novità verranno presentate nella città abruzzese nel corso del convegno: “Il cuore della Marsica”. Gli ambulatori di secondo livello rappresentano un passo avanti in grado di migliorare la prognosi dei pazienti e permetteranno un processo di ospedalizzazione più rapido ed efficiente.

Pacemaker

“Stiamo aprendo l’ambulatorio per lo scompenso cardiaco, necessario per terapie specifiche e per l’impianto di pacemaker e defibrillatori – rimarca il professor Vetta –. Inoltre, stiamo potenziando l’ambulatorio per pazienti che soffrono di aritmie e di cardiopatie strutturali, come la cardiopatia ischemica, la cardiopatia valvolare. E ancora pazienti affetti da fibrillazione atriale con necessità di chiudere l’auricola cardiaca oppure per quelli con patologie congenite come ad esempio la persistenza del forame ovale. La finalità del progetto consiste nel favorire lo sviluppo di una rete tra ospedale e territorio”. Un impegno che interessa l’ASL Abruzzo 1, con il direttore generale, professor Ferdinando Romano, e il direttore sanitario, dottor Alfonso Mascitelli. Coinvolti la direttrice sanitaria dell’Ospedale di Avezzano, dottoressa Lora Cipollone, e il direttore del Dipartimento Medico, dottor Alessandro Grimaldi.

Telemedicina

In questo processo di rinnovamento ricopre un ruolo di primo piano l’innovazione tecnologica. “La digitalizzazione in cardiologia permette di telemonitorare il paziente da remoto, mediante device impiantati e strumenti di telemedicina, che possono inviare ai medici di riferimento informazioni su frequenza cardiaca, pressione arteriosa, saturometria in vari momenti della giornata – spiega il professor Vetta –. Lo specialista può valutare l’andamento della terapia e intervenire se necessario. Grazie alle valutazioni multiparametriche di defibrillatori e device, diventa possibile capire quando un paziente stia sviluppando i sintomi di insufficienza cardiaca, prevedendo così il rischio di una riacutizzazione dello scompenso cardiaco con un anticipo di diverse settimane”.

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