Medio Oriente: i pirati filo-iraniani Houti minacciano rotte navigazione per Suez. Sequestrate e attaccate navi israeliane e non solo

I pirati Houti, sostenuti dall’Iran, hanno intensificato gli attacchi contro le navi in transito nel Mar Rosso verso Suez. Una vera escalation con il lancio di missili e l’utilizzo di droni contro navi commerciali e il sequestro di una nave gestita da una compagnia giapponese, con compartecipazione proprietaria di un armatore israeliano. Gli incidenti hanno messo sotto i riflettori i rilevanti rischi per il trasporto marittimo globale.

Abbordaggio

Spettacolare l’abbordaggio della Galaxy Leader, in navigazione nel Mar Rosso verso l’India, con i pirati armati calati sul ponte del mercantile da un elicottero. La nave è stata poi scortata nel porto yemenita di Hodeidah da diverse imbarcazioni veloci cariche di miliziani. Al momento Teheran appare decisa a far sentire la sua influenza sulla scena geopolitica con azioni mirate sul traffico navale sui due lati della penisola arabica. Verso Oriente le vedette e i barchini dei Pasdaran tengono sotto minaccia lo Stretto di Hormuz. Sull’altro versante gli Houti imperversano nell’area dello stretto di Bab el-Mandeb, che collega Golfo di Aden e Mar Rosso.

U.S. Navy

Bab El Mandeb è di fatto una strettoia larga non più di 20 miglia, che separa l’Africa dalla penisola arabica. Ogni anno è attraversata da circa 17mila (il 10% del commercio globale), che dirigono a nord verso il Canale di Suez e a sud verso l’Oceano Indiano. Per arginare gli attacchi la United States Navy è operativa da tempo in due tra i bracci di mare più trafficati del mondo. Nei giorni scorsi l’intervento americano ha consentito di mettere in salvo la nave cisterna di proprietà israeliana Central Park nel Golfo di Aden e di abbattere missili e droni lanciati dagli Houti. I ribelli filo-iraniani dal 2014 hanno scatenato la guerra civile in Yemen per rovesciare il governo legittimo, sostenuto dall’Arabia Saudita, che guida una coalizione militare di Paesi arabi e del Golfo. Teheran rifornisce gli Houti di armi, compresi droni e missili, e addestra i miliziani, proprio come accade per i terroristi di Hamas a Gaza e di Hezbollah in Libano.

Gaza

Gli Houti hanno lanciato missili e droni a lungo raggio contro obiettivi in Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, colpendo città, aeroporti, infrastrutture petrolchimiche e obiettivi militari. Nelle ultime settimane, dichiarando il loro ai “fratelli a Gaza” e hanno lanciato ordigni verso Eilat, la città più meridionale di Israele, tutti intercettati dai sistemi di difesa di Gerusalemme e dalle navi USA. Gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein hanno normalizzato i loro legami con Israele nel 2020 come parte degli Accordi di Abramo, mediati dagli Stati Uniti. Prima del pogrom terrorista di Hamas contro Israele del 7 ottobre, anche Gerusalemme e Riad stavano lavorando a una normalizzazione, ma i colloqui sono stati congelati.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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