Gaza: in Inghilterra e USA a sinistra pulsioni pro-Pal e una vena di antisemitismo. I casi delle primarie in Michigan e delle suppletive nella Greater Manchester

Inghilterra e Stati Uniti sono attraversati da vena profonda di antisemitismo, a sinistra. Retroterra la diffusione, soprattutto tra i giovani, della cosiddetta ideologia “Woke”, lo stare “in guardia” nei confronti delle ingiustizie sociali o razziali, legata al movimento attivista Black Lives Matter. Ma anche la presenza tra gli elettori di importanti minoranze musulmane. Dal Michigan alle primarie democratiche, vinte alla grande da Joe Biden, è arrivato un preciso segnale di protesta contro la politica della Casa Bianca su Gaza e Israele. Lo Stato centro-occidentale degli Stati Uniti viene considerato cruciale per le elezioni presidenziali di novembre nello scontro tra Biden e Trump. In Inghilterra, nelle elezioni suppletive del collegio di Rochdale, una ventina di chilometri a nord-est di Manchester, ha vinto George Galloway, leader del Partito dei Lavoratori britannico, ex deputato laburista uscito dal partito dopo dimissioni di Jeremy Corbyn, esponente della cosiddetta “hard left”.

Campagna

La campagna elettorale di Galloway si è concentrata decisamente proprio su Gaza. Sferzante il primo commento dopo la vittoria indirizzato all’attuale segretario del Labour, Keir Starmer, considerato moderato e soprattutto filo-israeliano: “Questo è per Gaza. Pagherete un prezzo elevato per il ruolo che avete svolto nel consentire, incoraggiare e coprire la catastrofe attualmente in corso nella Striscia”. Secondo i laburisti, in realtà, Galloway ha vinto in un collegio che era del partito, solo perché il Labour non si è presentato. Sta di fatto che Galloway e il Workers Party of Britain (WPB) hanno vinto con quasi il 40% dei voti. Anche in quest’area della Greater Manchester è presente una significativa fetta di elettori musulmani, il 30% della popolazione.

Cooperativa

Ora il WPB annuncia l’intenzione di presentare suoi candidati alle prossime elezioni generali sotto la bandiera dell’impegno a “difendere le conquiste del popolo della Gran Bretagna”. Rochdale è un buon esempio della nuova connotazione socio-politica ai tempi della globalizzazione. Centro dell’industria tessile inglese e sede della prima cooperativa del mondo, fondata nel 1844, Rochdale ha poi subito le conseguenze della deindustrializzazione, a partire dalla disoccupazione. Forti sono state le pulsioni verso l’euroscettisismo, con il prevalere al 60% dei voti pro-Brexit. Il Labour si è scusato con gli elettori per non aver schierato un suo candidato: “Rochdale meritava la possibilità di votare un parlamentare che unisse le comunità e aiutasse i lavoratori. A Galloway interessa solo alimentare paura e divisione”. Il Partito laburista selezionerà “rapidamente” un nuovo candidato per le prossime elezioni generali. Il candidato che era stato indicato per rappresentare il Labour alle suppletive, Azhar Ali, è stato sconfessato a causa di dichiarazioni ritenute antisemite, per le quali si era poi pubblicamente scusato nel tentativo, rivelatosi inutile, di mantenere il sostegno del partito.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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