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sabato, 20 Aprile 2024

Vietnam: tangentopoli ad Hanoi, si dimette il presidente Vo Van Thuong. Ad interim gli succede per la prima volta una donna

Il Parlamento vietnamita ha accettato le dimissioni del presidente della Repubblica, Vo Van Thuong, accusato di “violazioni e mancanze”. Thuong, 53 anni, lascia anche i posti di vertice nel Politburo e nel Comitato Centrale del Partito comunista del Vietnam, il partito/Stato al potere dal 1975 dopo la guerra per la riunificazione del Paese del sud-est asiatico guidata da Ho Chi Minh.

Fornace

La purga giunge dopo il giro di vite contro la corruzione voluto dall’attuale uomo forte del regime, il segretario del Partito comunista, Nguyen Phu Trong, 79 anni. Ideologicamente conservatore, Trong è il principale artefice della campagna anti-corruzione, da lui stesso definita come una “fornace ardente”. Il fuoco purificatore ha già bruciato un altro presidente della Repubblica, Nguyen Xuan Phuc, dimessosi nel marzo 2023 per scandali di corruzione durante la pandemia. Il suo successore Thuong – il presidente più giovane del Vietnam, considerato un protetto del segretario Trong – ha fatto la stessa fine appena un anno dopo.

Reputazione

Le “violazioni” addebitate a Thuong avrebbero “lasciato un brutto segno sulla reputazione del Partito comunista”, anche se al momento non sono stati forniti dettagli. Pochi giorni prima delle dimissioni, la polizia aveva annunciato l’arresto per corruzione di un ex funzionario della provincia di Quang Ngai, nell’area centrale del Paese, che prestava servizio mentre Thuong era il capo locale del Partito. L’attuale vicepresidente Vo Thi Anh Xuan, 54 anni, una delle poche donne in posizioni di alto livello in Vietnam, sarà la presidente ad interim fino a quando l’Assemblea nazionale non sceglierà il nuovo presidente, che nella gerarchia ricopre un ruolo prevalentemente cerimoniale.

Crescita

Il Vietnam vanta una impressionante crescita economica e gioca un ruolo chiave nel mezzo della concorrenza tra USA e Cina nell’area. Molte aziende multinazionali, che desiderano spostare le proprie catene di approvvigionamento fuori dalla Cina, hanno visto nel Vietnam la sede ideale. Buone le relazioni con gli Stati Uniti, ma anche con Pechino, la di là delle tensioni per la sovranità su alcuni isolotti nel Mar Cinese Meridionale. Nel 2023 si sono recati in visita di Stato sia il presidente americano Joe Biden che il presidente cinese Xi Jinping. L’ideologia economica del Partito comunista orientata all’economia di mercato è stata criticata da sinistra da esponenti comunisti della vecchia guardia, come l’ex colonnello Bui Tin, stretto collaboratore del generale Giap morto pochi anni fa in esilio, che denunciava: “Il Partito Comunista è pieno di opportunisti ed élite privilegiate. La moralità è perduta. Tutto è ricerca di dollari”.

Miliardi

Nel mirino della lotta anti-corruzione sono finiti anche vari imprenditori. Proprio in questi giorni è iniziato il processo alla donna d’affari miliardaria Truong My Lan, che rischia la pena di morte per una frode di 12,5 miliardi di dollari, quasi il 3% del PIL del Paese. Alcuni analisti occidentali hanno avvertito che la foga della campagna anti-corruzione starebbe danneggiando l’ambiente imprenditoriale del Vietnam, rendendo gli investitori stranieri nervosi per le imprevedibili ricadute economiche.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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