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sabato, 20 Aprile 2024

Putin promette vendetta. Ma punta il dito solo su Kiev e non sull’Isis

“Chi c’è dietro pagherà”.

A poche ore dall’attacco terroristico alla sala concerti Crocus City Hall di Mosca che ha provocato 143 morti e un centinaio di feriti, Vladimir Putin ha rotto il silenzio ed è apparso in tv per rivolgere un messaggio alla nazione promettendo vendetta nei confronti di chiunque abbia effettuato e organizzato l’attentato “barbaro e nazista”.

“Esecutori e mandanti verranno puniti” ha detto il presidente russo annunciando l’arresto dei quattro attentatori e di altri sette presunti complici. Quanto alle responsabilità Putin ha puntato il dito solo sull’Ucraina che, ha detto, “ha offerto al commando una ‘finestra’ ai suoi confini per favorirne la fuga”. Nemmeno una parola sull’Isis che invece ha rivendicato per la seconda volta in meno di 24 ore l’attentato pubblicando anche le foto dei quattro suoi miliziani che avrebbero portato a termine l’azione. “Tutti gli autori, gli organizzatori e coloro che hanno commissionato questo crimine – le parole di Putin – riceveranno una meritata e inevitabile punizione, chiunque essi siano e indipendentemente dal fatto che siano stati mandati”. “I criminali si sono mossi a sangue freddo per uccidere, sparare ai russi a bruciapelo, come facevano una volta i nazisti” ha aggiunto assicurando che “la Russia è sempre diventata ancora più forte nei momenti più difficili, e così sarà anche questa volta”. Se il dito puntato su Kiev è spiegabile con la necessità di proseguire nella propaganda che accompagna e giustifica l”operazione militare speciale’ iniziata due anni fa, lo è meno il silenzio sulla duplice rivendicazione dell’Isis-Khorasan, la branca centro-asiatica dello Stato islamico (Pakistan, Afghanistan, Tagikistan: tagiki i passaporti trovati nell’auto degli attentatori) tenendo conto che gli ultimi vent’anni di storia russa sono costellati di attentati terroristici del tipo di quello di ieri alla sala concerti Crocus City Hall, di matrice cecena e fondamentalista.

Kiev comunque ha replicato subito affermando di nuovo la sua estraneità: le accuse di Putin se le aspettavano. “Ci aspettavamo la versione dei funzionari russi sulla “traccia ucraina” nell’attacco terroristico al Crocus City Hall. Primitivismo e prevedibilità sono le caratteristiche dei servizi di sicurezza russi: qualsiasi tentativo di collegare l’Ucraina all’attacco terroristico è assolutamente insostenibile. L’Ucraina non ha il minimo legame con questo attacco. La versione dei servizi russi è assurda” ha scritto su X il consigliere presidenziale ucraino Mikaylo Podolyak.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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