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sabato, 20 Aprile 2024

Uganda: di padre in figlio, il presidente Museveni nomina il rampollo Muhoozi capo delle Forze armate. Quella gaffe con Giorgia Meloni

Muhoozi Kainerugaba, figlio 49enne del presidente dell’Uganda Yoweri Museveni, è stato nominato dal padre autocrate a comandante in capo delle Uganda People’s Defence Forces (UPDF). Il rampollo è stato protagonista di una vertiginosa ascesa nei ranghi militari, che gli oppositori hanno battezzato “Progetto Muhoozi”, un piano per farlo succedere a suo padre, trasformando di fatto il Paese dell’Africa orientale senza sbocco al mare in una ‘monarchia politica’.

Rimpasto

In parallelo alla nomina del capo delle Forze armate, due dei più stretti consiglieri di Muhoozi hanno ricevuto incarichi ministeriali in un rimpasto dell’esecutivo di Kampala. Il parlamentare dell’opposizione Ibrahim Ssemujju Nganda ha detto all’agenzia AFP che Museveni tratta l’Uganda come “una dinastia familiare”. Dopo le ultime contestate elezioni del 2021, l’opposizione ha accusato il presidente, suo figlio e altri funzionari di torture e rapimenti. Museveni, 79 anni, ha preso il potere per la prima volta con la forza nel 1986, estromettendo il presidente Milton Obote. Da allora, alla testa del Movimento di Resistenza Nazionale, è stato rieletto per sei volte, nonostante le ripetute denunce di brogli da parte degli oppositori.

Forze speciali

Ufficialmente non ha mai annunciato una data per il suo ritiro, le prossime elezioni presidenziali in Uganda sono previste per il 2026. Negli ultimi tempi il generale Kainerugaba è apparso sempre più coinvolta nell’arena politica, in violazione ai protocolli che vieterebbero ai militari l’impegno politico di parte. Come giustificazione ha definito le sue iniziative mirate a rafforzare il patriottismo e per questo ha lanciato un gruppo di attivisti denominato Lega Patriottica dell’Uganda. Muhoozi Kainerugaba, già comandante delle forze speciali, è stato protagonista di interventi militari contro gruppi ribelli ugandesi filo-islamisti, anche nei confinanti Ruanda e Repubblica Democratica del Congo.

Meloni

Particolarmente disinvolto il suo utilizzo del social Twitter, oggi X. Nel 2022 il padre fu costretto a rimuoverlo dalla carica di comandante dell’Esercito, dopo un tweet in cui Kainerugaba minacciava di invadere il vicino Kenya. Museveni dovette chiedere scusa a nome del figlio per sanare l’incidente diplomatico. In precedenza, il generale aveva espresso via social simpatia per Trump e sostegno a Putin dopo l’aggressione all’Ucraina. Singolare la gaffe nei confronti di Giorgia Meloni, quando era ancora a capo dell’opposizione. In uno dei tanti strambi cinguettii, il generale offrì una dote pari a cento bovini per chiedere la mano della futura premier italiana, sottolineando che “nella nostra cultura a una ragazza che ti piace regali una mucca”. Inevitabili, anche in questo caso, le pubbliche scuse del super comprensivo babbo presidente.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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