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martedì, 23 Luglio 2024

Il genocidio dell’etnia Massalit in Darfur, Sudan. La comunità internazionale chiamata a intervenire

In Darfur è in pericolo la sopravvivenza dell’etnia Massalit: secondo un rapporto pubblicato da Human Rights Watch (HRW) – l’organizzazione non governativa internazionale che si occupa della difesa dei diritti umani – nella città di El Geneina, nel Darfur occidentale, sarebbe in atto un genocidio, una delle peggiori atrocità della guerra civile in corso in Sudan, iniziata nel 2003. Il rapporto afferma che la pulizia etnica e i crimini contro l’umanità sono stati commessi contro l’etnia Massalit e le comunità non arabe della città dalle forze paramilitari di supporto rapido e dai suoi alleati arabi. Secondo le Nazioni Unite, si teme che lo scorso anno circa 15.000 persone siano state uccise a El Geneina. Sempre il rapporto di HRW documenta le prove di una campagna sistematica da parte dell’RSF (Rapid Support Forces) e delle milizie alleate per rimuovere i residenti di Massalit da El Geneina. Secondo i testimoni RSF avrebbe radunato e sparato a uomini, donne e bambini che cercavano di fuggire dalla violenza etnica nella città di El Geneina.

Dalla BBC

Tra i media, in particolare la BBC ha raccolto alcune testimonianze di sopravvissuti al ‘massacro’ di El Geneina che dicono di essere state vittime di violenza etnica. Un uomo ha raccontato – si legge sul sito della BBC – di essersi unito ad altri che si erano rifugiati in un punto di raccolta centrale dopo essere scampati ad attacchi armati avvenuti in diverse parti della città, come Mudaris. “Abbiamo seppellito tutti i morti di notte”, ha detto il testimone, “un giorno 186 persone, un altro giorno 80, un altro giorno 50”. L’uomo, che ha chiesto di non essere nominato, avrebbe poi trovato rifugio nel vicino Ciad. Sempre secondo la stessa fonte, gli uomini armati avrebbero poi violentato sua moglie. Il rapporto di HRW afferma che i combattenti e le milizie della RSF hanno usato insulti razziali dispregiativi contro i Massalit e altri gruppi etnici, oltre alle violenze fisiche. Gli attacchi sono culminati in un massacro su larga scala il 15 giugno dello scorso anno, quando la RSF e i suoi alleati hanno aperto il fuoco su un convoglio di civili che cercavano disperatamente di fuggire. Un ragazzo di 17 anni ha descritto a HRW l’uccisione di 12 bambini e 5 adulti di diverse famiglie: “Due forze dell’RSF… hanno strappato i bambini ai loro genitori e, mentre i genitori iniziavano a urlare, altre due forze dell’RSF hanno sparato ai genitori, uccidendoli. Poi hanno ammassato i bambini e li hanno uccisi. Hanno gettato i loro corpi nel fiume e le loro cose dopo di loro”. L’attuale violenza è scaturita da una lunga storia di tensioni per le risorse tra le comunità agricole non arabe, tra cui i Massalit, e le comunità pastorali arabe.

ONU

Gli esperti delle Nazioni Unite sul Sudan hanno stimato – si legge su Interris.it – citando fonti di intelligence, che tra le 10.000 e le 15.000 persone sono state uccise a El Geneina nel 2023. Tuttavia, la tragedia non si limita a questo terribile bilancio di vite umane. Le Forze di Supporto Rapido (RSF) e le milizie alleate hanno sistematicamente devastato le infrastrutture civili, perpetrando saccheggi, incendi, bombardamenti e la distruzione totale di interi quartieri. Tra gli obiettivi colpiti vi sono anche le scuole, che servivano principalmente da rifugio per gli sfollati Massalit. Le conseguenze di tali atti di violenza sono drammatiche: oltre 570.000 persone, prevalentemente appartenenti al gruppo etnico Massalit e ad altri gruppi non arabi, si trovano ora ammassate nei campi profughi in Ciad, con poche speranze di poter tornare alle loro case in condizioni di sicurezza nel prossimo futuro. A questa crisi umanitaria si aggiunge un’emergenza alimentare di vaste proporzioni, aggravando ulteriormente la già precaria situazione dei profughi. Le risorse scarseggiano, e l’accesso a cibo e acqua potabile è limitato, mettendo a rischio la sopravvivenza di migliaia di persone vulnerabili. La comunità internazionale è chiamata a intervenire con urgenza per fornire assistenza umanitaria e trovare soluzioni a lungo termine per questa crisi devastante.

Oriana Mariotti
Oriana Mariotti
Giornalista pubblicista dal 1997. Esperta di comunicazione a 360° ha partecipato alla nascita di Virgilio.it (Matrix), ex manager Gruppo Fiat e Gruppo L’Espresso. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Roma LUMSA.

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