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venerdì, 14 Giugno 2024

Europee: si vota sabato e domenica. Per Meloni e Schlein prova del nove, caccia al consenso e linee politiche alternative

Europee spartiacque di fatto per la politica italiana e, anche se non c’è stato l’atteso match in tv, prova del nove soprattutto per Giorgia Meloni e per Elly Schlein. Il voto arriva quando l’esperienza di governo di Giorgia Meloni ha sostanzialmente esaurito la fase della luna di miele, con la premier che ha sparato praticamente tutte le cartucce in termini di condoni e di bonus, ma anche il grosso calibro della riforma istituzionale in chiave di premierato. D’ora in avanti, passata la sbornia delle promesse, la attende la fase più difficile del percorso, a partire dalla complicatissima gestione del quadro di finanza pubblica, che dovrà fare i conti con le nuove regole del Patto di stabilità dell’Unione europea post PNRR.

Protagonismo

Altrettanto dirimenti le scelte politiche che dovrà affrontare la sua competitor, la segretaria del Pd Elly Schlein. Con pragmatismo Schlein ha saputo dare un nuovo protagonismo a un partito che si era via via sbiadito dietro la facciata ufficiale del senso di responsabilità, con la partecipazione non sempre esaltante a ogni tipo di esecutivo. Oggi, accanto allo zoccolo duro di sinistra e cattolico democratico, sembrano essere tornati a casa Pd una parte di quei consensi che erano stati abbagliati dai facili slogan del populismo anti-sistema e una quota almeno dell’astensionismo. Se Schlein avrà un buon risultato dovrà però impegnarsi e non poco per trasformarlo da trincea anti-Meloni, in alternativa politica alla destra e possibilmente in una coalizione di centrosinistra credibile e affidabile sul piano della capacità di governare un Paese complesso come l’Italia.

Sfida

La sfida tutta al femminile caratterizza un voto che dovrebbe dare nuovo respiro e nuova forza all’Europa, per una politica estera capace di confrontare le crescenti tensioni sulla scena globale, assicurando nel contempo l’indispensabile ripresa economica, che faccia i conti con la crisi climatica. In Italia si vota sabato 8 e domenica 9 giugno per eleggere 76 eurodeputati sui 720 del Parlamento europeo, con un sistema elettorale proporzionale. Per chi non ama le liste bloccate “imposte” – come si usa dire – dai partiti, ci saranno le preferenze. Gli elettori potranno indicare, nell’ambito della lista prescelta, da una a tre preferenze, assicurandosi nel caso se ne esprimano due o di tre che sia garantita l’alternanza di genere. Il territorio italiano è suddiviso in cinque circoscrizioni: Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud e Isole. Ogni circoscrizione elegge un numero di seggi proporzionale alla popolazione residente. I candidati eletti sono quelli con il maggior numero di preferenze all’interno delle liste che avranno superato la soglia di sbarramento del 4%.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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