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martedì, 23 Luglio 2024

Sudafrica: Ramaphosa rieletto presidente. ANC obbligata a governo di unità nazionale, lo fece anche Mandela alla fine dell’apartheid

Cyril Ramaphosa, 71 anni, è stato rieletto presidente del Sudafrica per un secondo mandato. Il leader dell’African National Congress (ANC) ha ottenuto 283 voti, la maggioranza della National Assembly, che secondo la Costituzione elegge il presidente della Repubblica tra i suoi componenti. Nelle ultime elezioni politiche del 29 maggio scorso l’ANC, pur confermandosi primo partito, aveva perso la maggioranza parlamentare che deteneva dalle prime elezioni post-apartheid del 1994.

Accordo

L’elezione di Ramaphosa è parte dell’accordo di coalizione per la formazione di un governo di unità nazionale, siglato dall’ANC con due forze precedentemente all’opposizione, la Democratic Alliance (DA) e l’Inkatha Freedom Party (IFP), oltre ad alcuni gruppi parlamentari minori. DA è il secondo partito del Paese con quasi il 22% dei consensi. Di tendenza liberale, rappresenta la minoranza bianca, le minoranze asiatiche e i “coloured” (denominazione con cui sono conosciute in Sudafrica le persone di razza mista) ed è guidato da John Steenhuisen. Storicamente l’ANC ha sempre sostenuto un forte intervento statale nell’economia, a fronte di un approccio liberista da parte di DA. L’IFP è il partito di raccolta dell’etnia Zulu, di tendenza conservatrice, radicato nella provincia di KwaZulu-Natal, a lungo rivale dell’ANC all’epoca della lotta contro apartheid.

Intenti

La “dichiarazione di intenti” che ha dato vita all’accordo per il nuovo esecutivo ha come priorità la crescita economica, la creazione di posti di lavoro, il miglioramento dell’accesso e della qualità dei servizi di base, la creazione di un servizio pubblico esente dalla corruzione, la lotta alla criminalità e alla violenza di genere. Nettamente contrari e schierati all’opposizione i due partiti emersi da scissioni dell’ANC: l’uMkhonto we Sizwe (MK) dell‘ex presidente Jacob Zuma e l’Economic Freedom Fighters (EFF), formazione della sinistra radicale i cui parlamentari e militanti sono noti per indossare berretti e abiti rossi in stile militare. Molti sostenitori dell’ANC vedono DA come un partito razzista, che cerca di mantenere per i bianchi i privilegi economici accumulati durante il sistema di discriminazione razziale.

GNU

Tuttavia, la denominazione “governo di unità nazionale” (GNU), richiama quella dell’esecutivo voluto dal leader della lotta anti-apartheid e primo presidente nero del Sudafrica, Nelson Mandela, che scelse la strada della riconciliazione, portata avanti con l’istituzione di un tribunale speciale, la Commissione per la Verità e la Riconciliazione. Il leader di DA Steenhuisen in una dichiarazione ha affermato che la giornata di oggi “passerà agli annali come l’inizio di un nuovo capitolo” della storia del Sudafrica. Anche se diversi osservatori notano che in assenza dell’accordo, l’ANC avrebbe potuto dare vita a quella che viene definita la “coalizione apocalittica” con i partiti radicali, che vogliono la nazionalizzazione delle terre di proprietà dei bianchi, delle miniere e delle banche.

Democrazia

La democrazia sudafricana è una delle più solide del Continente e un governo di unità nazionale, nel quale nessuna forza politica può imporre la propria agenda, potrebbe – ritengono gli analisti – rafforzarla. Disuguaglianza, povertà e corruzione restano tuttavia lacerazioni aperte, mentre la disoccupazione, l’inflazione e le difficoltà per le forniture idriche ed elettriche costituiscono vere emergenze nazionali. Le questioni sulla carta più controverse riguardano l’opposizione di Democratic Alliance agli sforzi dell’ANC per creare un servizio sanitario nazionale finanziato dal governo e al programma di empowerment economico dei neri, ritenuto contrario alla meritocrazia e destinato unicamente ad arricchire gli ‘amici’ dell’ANC. In politica estera DA non concorda con la mossa dell’ANC di aver intentato una causa per genocidio contro Israele presso la Corte di Giustizia Internazionale delle Nazioni Unite.

Incendio

La prima seduta del Parlamento della nuova legislatura si è tenuta presso il Centro Congressi Internazionale di Città del Capo, a poco meno di 2 chilometri dalla sede ufficiale della National Assembly gravemente danneggiata da un incendio nel gennaio 2022 e attualmente in fase di ristrutturazione. Il giuramento di Ramaphosa per il suo secondo e ultimo mandato è previsto per il prossimo 19 giugno a Pretoria, la capitale amministrativa del Sudafrica.






Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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