Continua l’avanzata di Mosca in Africa, un puzzle composto da Putin tassello dopo tassello con una precisa strategia. Nel Sudan attraversato dalla sanguinosa guerra civile tra due fazioni rivali del governo golpista, si conferma l’approccio cinico del Cremlino al Continente, offrendo di volta in volta sostegno a uno o all’altro dei contendenti. L’ultima mossa sembra essere quella di un accordo con le Forze armate sudanesi (SAF) per la costruzione di una base navale non lontano da Port Sudan sul Mar Rosso, dando concretezza a un’iniziativa già annunciata da Putin nel 2020.
Wagner
Alti gradi delle SAF hanno confermato una serie di accordi militari ed economici con la Russia. Finora Mosca sembrava propendere per l’altra fazione in campo, i paramilitari delle le Forze di supporto rapido (RSF) guidate dal generale Hemedti, formalmente vicepresidente della giunta militare di Khartum. I mercenari del Wagner Group si erano infatti aggiudicati i diritti minerari per i giacimenti d’oro del Sudan, una risorsa particolarmente importante dopo le sanzioni occidentali imposte alla Russia in seguito all’aggressione dell’Ucraina nel 2022.
Darfur
Al momento la situazione militare in Sudan rimane confusa, unica certezza il pesante prezzo pagato dalla popolazione civile. In queste settimane l’epicentro del conflitto è diventata la città di Al-Fashir, capoluogo del Darfur settentrionale, posta sotto assedio dai miliziani delle RSF. Qui sarebbero intrappolati oltre 1 milione e mezzo di civili, tra abitanti e sfollati, rimasti senza cibo, medicinali e aiuti umanitari. Per sostenere le proprie truppe assediate, le SAF hanno utilizzato le loro limitate risorse aeronautiche per effettuare attacchi e rifornire Al-Fashir tramite lanci paracadutati. Ora l’accordo sulla nuova base russa prevedrebbe l’invio di importanti aiuti militari, compresi aerei da combattimento SU-30 e SU-35, nonché il sistema di missili di difesa aerea S-400.
Tartus
Altra fornitura strategica quella di carburante, finora importato in Sudan dalla milizia Wagner attraverso il Ciad. In futuro la Russia potrebbe essere in grado di provvedere attraverso la nuova infrastruttura sul Mar Rosso. Attualmente molti dei rifornimenti logistici e militari russi per l’Africa sub-sahariana passano attraverso la testa di ponte della Cirenaica, la fetta di Libia controllata dal generale Haftar. I russi utilizzano come punto di partenza la base navale di Tartus sul Mediterraneo, concessa dal presidente della Siria Bashar Assad, per il sostegno di Mosca nella guerra civile in corso nel Paese del Medio Oriente.
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