Kamala Harris incalza Donald Trump nel dibattito di Philadelphia per le elezioni presidenziali del 5 novembre, ospitato dall’emittente ABC. In un acceso confronto – che ha toccato temi chiave come l’aborto, l’economia e la situazione internazionale – la candidata democratica ha messo sulla difensiva, come titola il New York Times, l’avversario repubblicano. Harris è salita sul palco estremamente decisa, ha stretto la mano al tycoon e nei successivi 90 minuti non gli ha dato respiro.
Amo
“Trump – segnala il NYT – ha spesso abboccato all’amo, rispondendo alle critiche con una grandinata di disinformazione e di attacchi personali. Harris è stata in grado di trasmettere un messaggio chiaro e conciso. Trump sembrava arrabbiato e sulla difensiva”. Tuttavia, “nonostante i numerosi colpi, non c’è stato quello decisivo” da knock out, “in grado di modificare radicalmente le dinamiche di un’elezione estremamente serrata”, quando tra meno di otto settimane gli americani andranno alle urne.
Cambiamento
Harris si presenta come candidata del cambiamento (”È il momento di voltare pagina, il mio piano è una nuova strada per il futuro”), ma intende convincere anche una fetta importante dei decisivi elettori moderati e ha difeso i molti risultati positivi dell’amministrazione Biden. La vicepresidente in carica ha rimarcato come le persone lascino in anticipo i comizi di Trump “per stanchezza e noia” e lo ha inchiodato sul tema dell’aborto e sull’attacco al Campidoglio degli estremisti trumpiani del 6 gennaio 2021. Trump ha replicato goffamente, con affermazioni infondate come quella per cui i democratici vogliono consentire gli aborti al nono mese oppure che i migranti haitiani a Springfield in Ohio mangiano gli animali domestici, cani e gatti degli americani.
Autocrati
Il tycoon ha accusato Harris di “odiare Israele” e la dem ha ribadito: “Abbiamo bisogno di un accordo di cessate il fuoco e di liberare gli ostaggi”; per poi sottolineare: “Se Trump fosse presidente, Putin sarebbe seduto a Kiev con gli occhi puntati sull’Europa. È risaputo il tifo da parte di dittatori e autocrati perché tu torni a essere presidente. Sanno che possono manipolarti con lusinghe e favori”. A giugno scorso il dibattito Biden-Trump aveva di fatto posto fine alla campagna del presidente degli Stati Uniti, reputato troppo anziano per la contesa. Ora il fattore età ha giocato a sfavore del 78enne Trump, rispetto al maggiore smalto della 59enne Harris. Partita in svantaggio rispetto al candidato repubblicano, Harris ha recuperato gran parte del ritardo, in una corsa che è sempre più un testa a testa. Il confronto con Trump l’ha portata all’attenzione della nazione, con i sondaggi però che confermano una grande incertezza.
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