Cina: ripartiranno i tour di gruppo verso Taiwan, obiettivo allentare tensioni e normalizzare i flussi turistici

Pechino potrebbe presto rilanciare i tour di gruppo a Taiwan, in particolare da Shanghai e dalla provincia del Fujian situata proprio dirimpetto all’isola, dall’altra parte dello Stretto di Formosa. L’annuncio è del ministero della Cultura e del turismo cinese e punta a “promuovere ulteriormente la normalizzazione degli scambi di persone tra le due sponde dello Stretto”. Un primo ramoscello d’ulivo era stato portato alla fine dell’anno passato a Taipei dal vice sindaco di Shanghai in un incontro, assolutamente eccezionale nell’attuale quadro di tensioni, con il sindaco della capitale taiwanese, Chiang Wan-an.

Riunificazione

Il Taipei-Shanghai City Forum è uno dei pochi luoghi di incontro per colloqui tra funzionari cinesi e taiwanesi. I rapporti tra la Cina e Taiwan si sono via via raffreddati dopo la vittoria elettorale nel 2016 del Partito Progressista Democratico, di matrice indipendentista. Pechino ha sempre affermato la propria sovranità sull’isola, divenuta nel 1949 alla fondazione della Repubblica Popolare Cinese rifugio del leader nazionalista sconfitto, il generale Chiang Kai-shek. Il presidente cinese, Xi Jinping, ha ripetutamente rilanciato il compito storico della “riunificazione completa della madrepatria”. A fronte del sempre confermato sostegno USA a Taiwan, Pechino – oggi seconda potenza economica mondiale – non ha mancato di far sentire il suo ‘peso’ attorno all’isola, con esercitazioni e il pattugliamento di aerei e di navi da guerra. Nelle elezioni presidenziali e legislative del gennaio 2024 a Taiwan, gli indipendentisti hanno mantenuto la presidenza del Paese, ma hanno perso la maggioranza parlamentare in favore del Kuomintang, partito più disponibile al confronto con Pechino e di cui fa parte anche il sindaco di Taipei. “Più dialogo e meno ululati di navi e aerei; più rami d’ulivo e meno uva acerba”, aveva detto il sindaco Chiang, rivolgendosi al suo collega di Shanghai con fervore quasi poetico.

Compatrioti

“I compatrioti su entrambe le sponde dello Stretto – aveva risposto di rimando l’esponente cinese – sono sempre stati una famiglia. Spesso andiamo e veniamo, avvicinandoci sempre di più gli uni agli altri”. Ora Pechino sembra pronta a giocarsi la nuova carta turistica. Il ministero della Cultura e del turismo rileva che i tour “promuoveranno gli interessi e il benessere” degli abitanti su entrambe le sponde dello Stretto e “la normalizzazione degli scambi di persone tra i due Paesi”. Ufficialmente il governo di Taiwan aveva invitato i propri cittadini a non recarsi in Cina se non in caso di assoluta necessità, in seguito alla minaccia di Pechino di arrestare, ma in caso anche di giustiziare, i sostenitori “irriducibili” dell’indipendenza di Taiwan. Nella conferenza stampa di Capodanno, tuttavia il presidente di Taiwan, Lai Ching-te, ha dichiarato di accogliere con favore gli scambi con la Cina, pur domandando se ci fosse altrettanta buona volontà da parte di Pechino, a partire dallo sblocco di “cose semplici” come il turismo.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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