Trump: si scatena nella ‘YMCA dance’ e annuncia una raffica di ordini esecutivi. L’opposizione democratica pensa a ricalibrarsi, basta indignazione

Donald Trump poco prima del suo insediamento alla Casa Bianca si lancia, davanti ai suoi fan, nella ormai iconica ‘YMCA dance’ e preannuncia una raffica di ordini esecutivi, destinati a caratterizzare fin dal primo giorno la sua seconda presidenza. Paradossalmente il suo ritorno al potere avviene nel giorno del Martin Luther King Day, la festività federale che ricorda il campione della lotta per i diritti civili. Per una sorta di contrappasso epocale, il tycoon ha promesso di usare i suoi poteri presidenziali per agire unilateralmente su una vasta gamma di questioni: dall’avvio delle deportazioni di massa dei clandestini al tagliare le normative di tutela ambientale, alla fine ai programmi sulle diversità di genere e razziale.

Vento

Trump appare con il vento in poppa. Ha lo sostegno dei più grandi capitalisti del Paese, si è messo alle spalle tutte le grane giudiziarie, può vantare un primo successo internazionale in Medio Oriente e ha praticamente posto sotto controllo il GOP, il Partito Repubblicano. E poi, a differenza del super contestato primo insediamento nel 2017, questa volta anche le proteste sembrano a scartamento ridotto. Allora le partecipanti alla famosa Women’s March avevano invaso – si dice in milioni – le strade di Washington, oggi si è svolta una assai più contenuta People’s March, che ha radunato i sostenitori delle cause “progressiste”, dall’immigrazione alla difesa della democrazia, dal cambiamento climatico al diritto all’aborto, al sostegno a Gaza. Una certa stanchezza è però evidente, dopo che Trump ha vinto alla grande su Kamala Harris, assicurandosi tutti e sette gli Stati chiave e riottenendo per la prima volta da oltre vent’anni la maggioranza del voto popolare per un repubblicano, oltre al controllo del Senato e della Camera dei rappresentanti (anche se in questo ramo con un margine risicatissimo).

Strategia

Intanto i democratici, dopo essersi leccati le ferite elettorali, cercano di individuare una efficace strategia di opposizione. Secondo il Washington Post è possibile che dem e attivisti mettano in soffitta l’ostilità e l’indignazione istintive nei confronti di Trump, in favore di un approccio più pragmatico, che punta a concentrarsi sul contrasto degli effetti delle sue politiche. “Questa volta – spiega la senatrice dem del Massachusetts, Elizabeth Warren – Trump e la sua stretta banda di miliardari hanno reso chiaro quali saranno i loro obiettivi e allora si tratta di fare una lotta dura, centimetro per centimetro, sulla politica fiscale, sulle normative ambientali e sulla sanità”. Quindi, stop alle ‘urla’ indignate contro l’ultimo sfogo online del tycoon o rispetto a sparate come quella sulla occupazione di Groenlandia o Panama, e attenzione massima, invece, ai problemi che riguardano direttamente gli elettori. La senatrice del Minnesota, Tina Smith, sintetizza: “I democratici hanno vissuto in uno stato di indignazione costante. Ogni giorno c’era qualcosa a cui rispondere, a cui reagire. Abbiamo inseguito Trump su tutto ciò diceva”, senza accorgerci che alla guida della “macchina dell’indignazione” c’era proprio lui. Anche ora vorrebbe che ci “salissimo sopra, ma non ci saliremo più. Dobbiamo concentrarci su ciò che stanno facendo, contrastare quello che sicuramente ferirà le persone”, che quando vedranno le azioni intraprese dalla Casa Bianca si mobiliteranno. “Ci vorrà solo un po’ di tempo prima che tutte le loro azioni siano completamente comprese”, chiosa un altro senatore democratico del Massachusetts, Ed Markey, poi “più diventerà chiaro il loro impatto sulle persone comuni, più partecipazione vedremo”.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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