Lo scenario della presidenza Trump/Musk, caratterizzato dal “nazionalismo di destra che si salda con il capitalismo tecnologico delle big tech”, allarma la segretaria dem Elly Schlein. “Abbiamo sentito quello che e è stato detto all’insediamento – dice ai giornalisti a Montecitorio – è un messaggio molto aggressivo e preoccupante. Esprime un delirio di onnipotenza”. A Washington nella scenografia trumpiana dell’Inauguration Day, si è ritagliata uno spazio anche Giorgia Meloni, che non ha nascosto il suo compiacimento. La segretaria del Partito democratico rintuzza però le velleità di protagonismo conservatore della presidente del Consiglio: “Spero si sia chiesta perché c’era solo lei e l’Unione Europea non sia stata invitata né coinvolta”, proprio quando “Trump sta cercando alleati per disgregare l’Europa”.
Interessi
Allora, “la domanda è se Giorgia Meloni sarà in grado di far rispettare gli interessi europei e italiani. Per noi – rimarca Schlein – l’Europa deve essere all’altezza della sfida, a partire da una politica industriale europea con investimenti comuni. Il Next Generation Ue deve rafforzarsi, puntare su autonomia e tecnologia a partire dalla difesa comune. Questa è la portata della sfida e guai all’idea che ci si salva da soli. Dobbiamo fare rete con le altre forze europee, dobbiamo opporre alla potenza di fuoco” trumpiana “l’idea di un futuro migliore”.
Alternativa
Elly Schlein torna a indossare i panni della timoniera nella costruzione di un progetto per il Paese alternativo alla destra e la sfida diretta con Meloni si riaccende. Alla Camera la segretaria dem non dà peso più di tanto alle denunce di ‘complotto ferroviario’ del ministro Salvini e incalza, invece, la premier: “Quand’è che si scuserà per i disagi ai lavoratori e alle lavoratrici, agli studenti che ogni giorno fate viaggiare con un’ora di ritardo almeno. Quando trova un minuto del suo tempo, si occupi di questo Paese, anziché sgomitare per la gara a chi è più amico di Musk. Nella legge di bilancio avete ha lasciato le briciole per il trasporto pubblico”. E Schlein così può aggiornare il vecchio adagio italico: “Quando c’era lui, i treni arrivavano in orario”… E con una battuta inchioda Meloni: “Un giorno, quando non sarà più premier, la ricorderanno come quella che ‘quando c’era lei’, non c’era un treno che arrivasse in orario”.
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