Groenlandia: ai Demokraatit le elezioni. Si conferma la spinta per l’indipendenza dalla Danimarca, ma anche avversione alle mire di Trump

Ribaltone politico in Groenlandia, la grande isola dell’Artico territorio autonomo della Danimarca, ma conferma della volontà di indipendenza sostenuta da tutte le principali formazioni in lizza. Osservatore interessato il presidente Usa, Donald Trump, che da mesi minaccia di volersi impossessare della Groenlandia, attirato dalle sue risorse naturali e dalla posizione geografica strategica. A vincere la tornata elettorale, che potrebbe essere seguita nei prossimi mesi da un referendum sull’indipendenza, il centro-destra finora all’opposizione del governo socialdemocratico di Nuuk.

Influenze

I democratici, indipendentisti graduali, diventano il primo partito con il 30% dei consensi, seguiti dai nazionalisti di Naleraq (pronti a strizzare l’occhio a Trump) poco sotto il 25%. Sconfitta per Inuit Ataqatigiit del primo ministro uscente Mute Bourup Egede, partito indipendentista socialdemocratico al 21%, e per Siumut, altra formazione di centrosinistra. La campagna elettorale è stata attentamente monitorata dai servizi di sicurezza di Copenaghen, in ragione di possibili tentativi da parte di potenze straniere (Stati Uniti, Russia e Cina in particolare) di influenzare l’esito delle elezioni. La Groenlandia è sotto il controllo della Danimarca da circa 300 anni, gestisce autonomamente i propri affari interni, ma le decisioni sulla politica estera e di difesa vengono prese a Copenaghen, che contribuisce anche in modo determinante alle entrate finanziarie locali.

Rispetto

Gli aventi diritto al voto erano circa 44 mila. “Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale. In un modo o nell’altro la otterremo”, aveva detto Trump nel suo recente discorso sullo stato dell’Unione. L’isola non è in vendita e va “trattata con rispetto”, gli aveva replicato il premier Egede. Le elezioni hanno attirato l’attenzione mondiale e il risultato conferma il cammino in direzione di una maggiore autonomia e in prospettiva l’indipendenza dalla Danimarca. Ma le sparate di Trump hanno determinato un esito che che segnala lo sconcerto e il dissenso rispetto alle volontà annessionistiche del tycoon da parte della grande maggioranza dei groenlandesi. Per la formazione del nuovo governo non è escluso che il leader di Demokraatit, Jens Frederik Nielsen, appassionato di badminton e già ministro in un esecutivo di coalizione, possa avviare colloqui con le forze della maggioranza di centro-sinistra che lo ha preceduto.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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