Guerra alla droga: attacchi ordinati da Trump nei Caraibi, prima denuncia contro gli USA per violazione del diritto internazionale

Mentre nubi di guerra a stelle e strisce si addensano sul Venezuela per determinare un cambio del regime di Maduro, l’amministrazione Trump prosegue nella lotta ai narcotrafficanti nei Caraibi. Gli Stati Uniti hanno iniziato a schierare navi da guerra nell’area a metà agosto. Trump accusa il Venezuela di essere responsabile dell’arrivo di grandi quantità di droga negli Stati Uniti. Il 2 settembre scorso ha annunciato che la Marina USA aveva effettuato il primo attacco contro un’imbarcazione proveniente dal Venezuela, uccidendo tutte le undici persone a bordo.

Pescatore

Le azioni militari si sono ripetute, provocando almeno 83 morti. I parenti di una delle vittime, un pescatore colombiano, hanno presentato la prima denuncia formale per violazione del diritto internazionale alla Commissione interamericana per i diritti umani (CIDH), organo dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA). L’accusa contro Washington è di aver commesso un’esecuzione extragiudiziale. Alejandro Carranza Medina è stato ucciso in un attacco aereo statunitense al largo della costa colombiana il 15 settembre, senza avere il diritto – si afferma – a un giusto processo come previsto dal diritto internazionale. Responsabile diretto il segretario alla Guerra USA, Pete Hegseth, che aveva dato l’ordine di bombardare, nonostante non fosse a conoscenza dell’identità di quanti erano stati presi di mira. Secondo il quotidiano britannico The Guardian, nell’esposto si afferma che “il presidente Trump ha ratificato la condotta del segretario Hegseth”. A ottobre il presidente colombiano, Gustavo Petro, affermò che Carranza potrebbe aver avuto qualche contatto con il traffico di droga.

Pressione

Le sentenze della CIDH non sono vincolanti per il governo degli Stati Uniti, ma l’avvocato per i diritti umani Dan Kovalik, che rappresenta i parenti di Carranza, dice di sperare che “il caso sottoposto alla Commissione, unito alla pressione pubblica, possano costringere gli Stati Uniti a fare qualcosa”. La portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly, conferma che Trump “continuerà a usare ogni elemento del potere americano per impedire che la droga inondi il nostro paese“. Per il portavoce del Pentagono, Kingsley Wilson, “le nostre operazioni sono legali sia secondo il diritto statunitense sia secondo quello internazionale”. Hegseth, nel fuoco delle polemiche anche per il via libera dato a un secondo attacco contro un imbarcazione già colpita per uccidere i sopravvissuti, sostiene che l’approccio contro i narcotrafficanti nei Caraibi e nel Pacifico orientale è analogo a quello per eliminare Al-Qaeda e l’ISIS. “Abbiamo appena iniziato a colpire le navi della droga e a gettare i narcoterroristi sul fondo dell’oceano”, incalza il segretario alla Guerra.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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