Carlo Calenda cerca di smuovere l’ingessato bipolarismo italiano e rilancia un vecchio slogan democristiano: no agli opposti estremismi. “Questo paese ha disperatamente bisogno di liberali, popolari e riformisti”, afferma il segretario di Azione, che “non si sottomettano né a sovranità di destra né a estremisti di sinistra”. Calenda attualizza uno dei cavalli di battaglia dello scudocrociato alla scena politica italiana odierna: “Io a condividere un partito con Conte, Bonelli, Fratoianni o Vannacci e Salvini proprio non ce la faccio”. E allora: “Oggi chi non è europeista, chi non crede nelle democrazie liberali, chi alimenta l’antioccidentalismo, è un nostro avversario politico. La battaglia per la libertà richiede scelte coraggiose”.
Europa
Prima fondamentale scelta: “avere la forza di rendersi autonomi da chi è nemico dell’Europa. E Azione non defletterà. Non si può far finta di non vedere le quinte colonne russe e dei nemici dell’Occidente nella politica italiana, siano esse in maggioranza che all’opposizione. Chi inneggia alla X Mas. Chi riceve neonazisti cocainomani in un ministero della Repubblica. Chi non è in grado di condannare il regime di Putin e quello di Maduro. É arrivato il momento di costruire l’identità europea. E serve farlo subito senza ambiguità”. Calenda prova a fare la differenza in un quadro dove le estreme alzano la voce e le pretese, proprio mentre lo scenario internazionale in velocissima evoluzione provoca fortissime turbolenze.
Convention
Il segretario di Azione lancia per marzo una convention aperta a tutti le formazioni liberal a cominciare da Marattin e poi magari +Europa e i riformisti del Pd. Incredibilmente resta fuori Matteo Renzi, ma gli attriti tra i due leader centristi sono ancora prevalenti. Intanto, Calenda allarga la disponibilità al confronto politico e, dopo essere stato ad Atreju, è ospite applaudito all’ultima kermesse a Milano di Forza Italia. Calenda voterà sì al referendum sulla riforma della giustizia: “Quella sulla separazione delle carriere è una riforma buona, era nel nostro programma”. Ma le priorità per il paese, sostiene il segretario di Azione “ora sono sicurezza e crescita. E su questo il governo non sta facendo nulla”. In materia di sicurezza “noi abbiamo fatto proposte, ma loro come al solito galleggiano, mentre la sinistra ha continuato a parlarne con la solita timidezza e senza soluzioni concrete. Continueremo a occuparci di sicurezza, con concretezza e senza demagogia, perché è una priorità per i cittadini”. Restano così possibili intese elettorali in vista dei prossimi appuntamenti per le amministrative, Milano in testa, e si ricorda il positivo risultato in Basilicata, con il sostegno al candidato governatore di FI, Vito Bardi.
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