UE/India: von der Leyen e Modi raggiungono uno storico accordo di libero scambio. Smacco per Trump, se non ci saranno freni come per il Mercosur

Quando due miliardi di persone e quasi un quarto del PIL mondiale si connettono, la connessione diventa strategica. Unione Europea e India, dopo 20 anni di trattative, hanno raggiunto uno storico accordo di libero scambio. “Due giganti che scelgono la partnership è un messaggio forte – ha detto la presidente dell’UE, Ursula von der Leyen -. La cooperazione è la risposta migliore alle sfide globali”. Per il premier indiano, Narendra Modi: “Non si tratta soltanto di un accordo commerciale, si tratta di un nuovo modello di prosperità condivisa”. E se i sovranisti al Parlamento europeo non ci metteranno lo zampino, come già accaduto con l’impasse imposta al trattato di libero scambio con il Mercosur in America Latina, la firma formale potrà avvenire entro la fine dell’anno.

Madre

L’UE è già il principale partner commerciale dell’India e proprio quando le regole del commercio globale sono state buttate all’aria da Trump, diventa fondamentale cercare nuove garanzie per un commercio equo e stabilizzato, trasmettere il messaggio che ci sono ancora paesi che credono in un commercio basato su regole. Il tycoon nella sua instabilità ha invece utilizzato i dazi per minacciare praticamente tutti quanti, alleati compresi, non condividano la sua visione del mondo. La cosiddetta “madre di tutti gli accordi” vedrà l’UE eliminare i dazi sul 99,5% delle esportazioni indiane, mentre Nuova Delhi farà concessioni tariffarie sul 97,5% delle importazioni dall’Unione, con il risultato che vini e auto di lusso europei diventeranno meno costosi. Entrambe le parti, tuttavia, hanno fatto in modo di escludere i rispettivi settori sensibili. Quelli agricolo e lattiero-caseario strategici per l’India rimangono protetti, mentre l’UE manterrà gli attuali dazi su carne bovina, zucchero, riso, carne di pollo, latte in polvere, miele, banane, grano tenero, aglio ed etanolo.

Achkan

Von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa – la famiglia di suo padre è originaria di Goa – avevano partecipato come ospiti d’onore alla parata per la Festa della Repubblica indiana. Il premier Modi ha avuto modo si sottolineare la profonda conoscenza della cultura indiana da parte di von der Leyen, mentre la stampa indiana ha sottolineato con enfasi positiva la scelta dell’abbigliamento della presidente: un achkan, il cappotto tradizionale lungo fino al ginocchio con broccato dorato. Parole di simpatia anche per Costa, definito il Gandhi di Lisbona.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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