Hormuz: con la tregua in Libano lo Stretto riapre. Sì, no, forse… La nuova ‘guerra’ di comunicati tra Trump e Teheran

Il primo ad aprire le ‘ostilità’, in questo caso verbali, è stato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che su X ha annunciato la riapertura completa dello Stretto di Hormuz in coincidenza con il cessate il fuoco in Libano. “Il passaggio di tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo di cessate il fuoco, sulla rotta coordinata già annunciata dall’Organizzazione portuale e marittima della Repubblica islamica dell’Iran”. Subito il presidente USA, Donald Trump, utilizzando a profusione le lettere maiuscole, si è espresso con un “Grazie” e ha affermato: un “giorno grande e brillante per il mondo!“. Per poi puntualizzare: “Lo stretto di Hormuz è completamente aperto e pronto per il transito, ma il blocco navale rimarrà pienamente in vigore nei confronti dell’Iran, fino a quando le nostre transazioni con l’Iran non saranno completamente concluse. Questo processo dovrebbe procedere molto rapidamente, poiché la maggior parte dei punti sono già stati negoziati”.

Pasdaran

Insomma, la situazione resta quanto mai incerta e confusa. E anche la televisione di Stato iraniana vuole metterci lo zampino, annunciando che il passaggio avverrà con il permesso della Marina delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), ovvero degli onnipresenti pasdarn, a segnalare anche i ruoli attuali in quello che fino a prima della guerra era il regime degli ayatollah. Lo Stretto è di fatto chiuso al traffico commerciale, con isolate eccezioni, dal 28 febbraio, quando Stati Uniti e Israele avevano lanciato i loro primi raid sull’Iran. Le compagnie di navigazioni rimangono prudenti, richiamando come fondamentale l’incolumità degli equipaggi e, naturalmente, la sicurezza delle loro petroliere. Il cessate il fuoco di due settimane tra Washington e Teheran, che ha acconsentito ai falliti negoziati di Islamabad, è iniziato l’8 aprile e su questo si è ora innestata la tregua di 10 giorni tra Israele e la milizia filo-iraniana di Hezbollah, con lo stop ai bombardamenti sul Libano.

Vietato

Trump però sembra tenere scollegata la vicenda Hormuz dal Libano: “Questo accordo non è in alcun modo subordinato alla questione libanese, ma gli Stati Uniti collaboreranno separatamente con il Libano e affronteranno la situazione di Hezbollah in modo appropriato”. In ogni caso assicura: “Israele non bombarderà più il Libano. Gli Stati Uniti glielo hanno vietato. Basta così!!!”. Il tycoon si dice convinto che l’Iran abbia “accettato di non chiudere mai più lo Stretto. Non verrà più utilizzato come arma contro il mondo” e segnala: “L’Iran, con l’aiuto degli Stati Uniti, ha rimosso, o sta rimuovendo tutte le mine marine”. Passa poi a prendersela con la NATO e gli ex, si potrebbe a questo punto dire molto tranquillamente, alleati occidentali. “Ora che la situazione dello Stretto di Hormuz è finita, ho ricevuto una chiamata dalla NATO che mi chiedeva se avessimo bisogno di aiuto sentenzia con sarcasmo -. Ho detto loro di stare alla larga, a meno che non vogliano solo caricare le loro navi di petrolio. Sono stati inutili quando servivano, una tigre di carta”. Intanto, i prezzi del petrolio sono crollati di oltre l’11%, con il Brent intorno agli 88,27 dollari al barile.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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