Serbia, vince ancora il partito del populista Aleksandar Vucic, amico della Russia. Difficile rapporto con UE per crisi Kosovo

I populisti del Partito progressista serbo (SNS) al potere in Serbia dal 2012 rivendicano una schiacciante vittoria nella tornata elettorale anticipata voluta dal loro leader e presidente della Repubblica, Aleksandar Vucic. Secondo le proiezioni, l’SNS otterrà quasi il 47% dei voti. L’affluenza alle urne a livello nazionale è stata stimata al 59,1%. Il voto era visto come un referendum sulla leadership di Vucic, dopo un anno turbolento per il paese, segnato dalle sparatorie di massa del maggio scorso con decine di vittime e dall’inflazione galoppante all’8%.

Popolo

Vucic si presenta come un uomo del popolo che distribuisce denaro, costruisce strade e ferrovie e crea posti di lavoro. In caso di vittoria aveva promesso di aumentare le pensioni da gennaio. I partiti di opposizione, sotto la bandiera dell’alleanza “Serbia contro la violenza”, restano indietro al 23,1%. Sembra sfumata anche la possibilità di conquistare la poltrona ad alta visibilità di sindaco della capitale Belgrado. “Avremo la maggioranza assoluta in Parlamento con 127 seggi”, ha annunciato Vucic, che ha rimarcato: la “Serbia non deve fermarsi”. Insieme al presidente festeggiavano la premier Ana Brnabic, l’alleato sindaco uscente di Belgrado, Aleksandar Sapic, e il presidente della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, Milorad Dodik.

Amicizia

L’opposizione ha denunciato irregolarità nelle operazioni di voto, ma Brnabic ha respinto le accuse. La Serbia è candidata a diventare membro dell’Unione Europea, due terzi dei suoi scambi commerciali sono con l’UE e dall’Europa proviene la maggior parte degli investimenti esteri. Vucic tuttavia ha mantenuto l’amicizia tradizionale con la Russia. Questione chiave quella del Kosovo, neo Repubblica maggioranza albanese, che nel 2008 ha dichiarato unilateralmente l’indipendenza dalla Serbia. UE e Stati Uniti premono per la normalizzazione delle relazioni con Belgrado, ma nell’ultimo anno le tensioni tra il governo di Pristina e la minoranza serba sono pericolosamente aumentate, sino al limite del conflitto armato.

Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.

Imposta in20righe come fonte preferita
Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

Altro dall'autore

Segui in20righe come fonte preferita su Google

Imposta fonte preferita

Articoli più letti