Denis Sassou Nguesso è stato rieletto con il 94,82% dei voti presidente della Repubblica del Congo, paese dell’Africa centrale con capitale Brazzaville. I risultati provvisori delle elezioni dello scorso 15 marzo nell’ex colonia francese sono stati annunciati dalla televisione nazionale. Sassou Nguesso, 82 anni, si avvia al quinto mandato. Nell’annuncio televisivo, il ministro dell’Interno, Raymond Zéphyrin Mboulou, ha precisato che l’affluenza alle urne è stata dell’84,65%.
Opposizioni
Dal 2002 le opposizioni hanno sistematicamente contestato le elezioni e i principali partiti contrari al presidente hanno boicottato quest’ultima tornata. Due esponenti dell’opposizione, già candidati in precedenti presidenziali, il generale Jean-Marie Michel Mokoko e André Okombi Salissa sono in carcere, dopo essere stati condannati per “minaccia alla sicurezza interna”. Sulle schede elettorali con il nome Sassou Nguesso erano presenti quelli di altri sei candidati, tutti rimasti intorno o sotto l’1%. La frammentazione dell’opposizione ha permesso il consolidarsi al governo del Partito Laburista Congolese (PCT) guidato dal presidente. Sassou Nguesso è il terzo leader africano al potere da più tempo, dopo Teodoro Obiang Nguema Mbasogo in Guinea Equatoriale e Paul Biya in Camerun. Entrò nell’esercito dopo l’indipendenza del Congo (1960) e partecipò alla vita politica del regime marxista della Repubblica Popolare del Congo. Nel 1979 divenne presidente dopo la caduta di Joachim Yhombi-Opango e guidò fino al 1992 il regime a partito unico, legato al blocco sovietico. Nel 1997 Sassou Nguesso tornò al potere con l’appoggio militare dell’Angola, dopo una fase di guerra civile e da allora è stato sempre stato rieletto nei successivi appuntamenti elettorali.
Stabilità
A differenza dei paesi vicini, dal Camerun alla Repubblica Democratica del Congo dilaniati da conflitti interni e anche di confine, Brazzaville è riuscita a mantenere stabilità. La politica delle alleanze, da Pechino a Mosca fino a Parigi, ha garantito investimenti stranieri. Il presidente ha incentrato la sua campagna sulla continuità, impegnandosi ad accelerare progetti di sviluppo e ad ampliare l’accesso all’istruzione e alla formazione professionale. La popolazione è giovane, con quasi la metà degli abitanti al di sotto dei 18 anni. La povertà ancora diffusa e la disoccupazione restano fattori importanti, assieme al limitato accesso all’elettricità ostacolo, secondo la Banca Mondiale, per le imprese. Il Congo Brazzaville è il terzo esportatore di petrolio dell’Africa subsahariana, con un volume di produzione giornaliera di circa 260-280 mila barili al giorno. Lo sfruttamento degli idrocarburi rappresenta circa oltre l’80% delle esportazioni del paese. La produzione è concentrata nell’area di Pointe-Noire, vera capitale economica della Repubblica del Congo. Dal 2024 è stata avviata – con la presenza di ENI – la produzione e l’esportazione di gas naturale liquefatto (GNL). Importanti anche le riserve di potassio e ferro, mentre il legname rappresenta un’altra componente significativa dell’export.
Biodiversità
Quasi il 60% del territorio è ricoperto da foreste, in un paese ad alta biodiversità. Le vaste distese di foresta tropicale fanno parte del Bacino del Congo, la seconda rete di foreste pluviali più grande del mondo dopo l’Amazzonia. Il Parco nazionale di Nouabale-Ndoki, nel nord, è patrimonio dell’UNESCO e ospita elefanti, l’antilope bongo, gorilla di pianura (specie in via di estinzione) e scimpanzé. Secondo gli analisti, l’età avanzata di Sassou Nguesso pone inevitabilmente la questione della sua successione. Lo stesso presidente ha dichiarato che “arriverà il turno” della generazione più giovane. Dietro le quinte la corsa vede come protagonisti il favorito Denis-Christel Nguesso, figlio del presidente e ministro della cooperazione internazionale, e il nipote del presidente e capo della sicurezza, Jean-Dominique Okemba.
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