Covid avanza, problema vero banca dati e tracciabilità

Il Covid avanza ancora. Calano sì i contagi rispetto a ieri, ma sale al 13,26% il rapporto con i tamponi. Salgono i morti 141, ed i ricoveri in terapia intensiva. Più 76. Certo non si possono aspettare subito risultati dalle misure appena prese dal governo. Per una valutazione bisognerà aspettare almeno qualche settimana, però c’è un qualcosa e di importante che dovrebbe saltare agli occhi di tutti. Il decreto che restringe tutto, tra il coprifuoco ed il lockdown, tra l’altro in terzo in un settimana, il che la dice tutta, sancisce il fallimento per il passato, per quei mesi spesi inutilmente, sperando solo nella buona sorte. C’è’ stata l’incapacità di prevenire la seconda ondata della pandemia, che era più che annunciata.

Quello che manca è una banca dati, che raccolga tutto, e permetta un tracciamento del virus del Covid. Mancano anche i tamponi, che andrebbero fatti a tutti. Gratis per i meno abbienti, a pagamento per i redditi più alti, magari con la possibilità di scaricare le spese nella denuncia dei redditi. Ora si colpiscono settori, che rischiano il default, ristoranti (molti di antica tradizione, e qualcuno nuovo, che magari è ancora alle prese per pagare i debiti per l’inizio dell’attività). Una sorta di carneficina. Per non parlare delle palestre, invitate, appena una settimana fa, a fare costosi lavori, per garantire la salute dei clienti.

Insomma la prima cosa da sapere, è dove e come si diffonde il virus. E ovviamente intervenire, ma senza andare a casaccio. Ed un’altra misura sarebbe quella di isolare i positivi. Lasciarli a casa funziona come un moltiplicatore. Dire che il vero problema è il virus e non le misure prese è come scoprire l’acqua calda e nascondersi dietro a vecchie formule politiche. Non è più tempo di cincischii, la rabbia sociale monta e gli sviluppi sono imprevedibili. Ultrà, neofascisti, centro sociali, sono in pochi. Ma gli italiani arrabbiati, sono in tanti.

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Franco Riccio Tabassi
Franco Riccio Tabassi
Giornalista parlamentare classe 1948. Già funzionario della Tirrenia, entra all’AGI nel 1971, responsabile prima del Senato e poi della redazione Politica-parlamentare come capo redattore. Ha lavorato, per un breve periodo a radio Montecarlo, nel Principato, alle news politiche ed ha a lungo collaborato con Mediaset. E’ stato anche consigliere per l’informazione dei ministri socialisti Fabio Fabbri e Salvo Andò. Laureato in giurisprudenza con 110, ha sempre praticato sport. E’ stato pugnile dilettante. Passione auto, la Porsche e la barca,Tornado 38. Insieme a Gianfranco Eminente (direttore) ha fondato nel 2013 l’agenzia in 20righe, della quale è il condirettore.

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