Amministrative, la sfida politica all’ombra del governo Draghi

Poco meno di 12 milioni e 150 mila elettori sono chiamati alle urne, per una tornata amministrativa dal forte sapore politico nell’era del governo di unità nazionale guidato da Mario Draghi. Seggi aperti domani, dalle 7 alle 23, e lunedì, dalle 7 alle 15. Si eleggono i sindaci e i consiglieri in 1.192 Comuni, nei centri maggiori anche i presidenti di Municipio e i rispettivi Consigli. Sono 19 i capoluoghi di provincia che rinnovano le amministrazioni e 6 i capoluoghi di regione: Bologna, Milano, Napoli, Roma, Torino e Trieste. Contestualmente si voterà anche per la Regione Calabria e si avrà la sfida per le suppletive di due seggi della Camera dei deputati, nei collegi di Siena, dove corre il segretario Pd Enrico Letta, e di Primavalle a Roma.

Ballottaggio

Nei 137 Comuni con più di 15 mila abitanti nel caso nessun candidato ottenga la maggioranza assoluta – ovvero più del 50% dei voti validi – è previsto un secondo turno di ballottaggio, che si terrà tra due settimane, il 17 e 18 ottobre prossimi. Le operazione di voto nei seggi si svolgeranno nel rispetto dei protocolli sanitari e di sicurezza anti-Covid. C’è attesa per il risultato di un voto che contrappone la responsabilità e l’impegno per l’uscita dalla pandemia con più sviluppo e più diritti incarnati in particolare dal Partito democratico e un centrodestra in confusione, esposto alle pulsioni dei no-vax e di una ultra destra estremista.

Sfida

A Milano la sfida è tra l’uscente Beppe Sala del centrosinistra e il pediatra del centrodestra, Luca Bernardo. Scalpore nelle ultime ore ha suscitato la scoperta di legami tra FdI e ambienti del neofascismo duro e puro. A Roma, sommersa dai rifiuti e percorsa da famiglie di cinghiali dopo cinque anni di ‘non governo’ della grillina Raggi, puntano al ballottaggio Roberto Gualtieri per il centrosinistra e il nostalgico dell’Impero romano, Enrico Michetti, per il centrodestra. Terzo incomodo il ‘centrista’ Calenda, con la Raggi che nonostante tutto non intende arrendersi. Prove di intesa tra centrosinistra e M5s a Napoli, con Gaetano Manfredi contro il magistrato Catello Maresca per il centrodestra; e a Bologna con Matteo Lepore a cui si oppone per il centrodestra Fabio Battistini. A Torino ha fatto un passo indietro l’uscente Chiara Appendino (M5s). In lizza ci sono Stefano Lo Russo per il centrosinistra, Paolo Damilano per il centrodestra e la pentastellata Valentina Sganga.

Scelta

Il vicesegretario Pd, Peppe Provenzano, sottolinea: “In gioco è soprattutto il futuro delle comunità, ovunque la scelta è di campo. Da una parte c’è la destra di Salvini e Meloni, sempre più estrema, quelli del ‘me ne frego'”. Dall’altra il Pd, “alla guida di coalizioni progressiste e aperte alle reti civiche. Sono quelli che hanno affrontato l’emergenza mettendo davanti a tutto le persone, la salute e i bisogni. E che, nel mezzo della crisi peggiore della nostra storia, si sono battuti per una prospettiva di benessere, con la svolta europea di Next Generation Eu”. Per Provenzano: “La pandemia ha definitivamente spazzato via l’illusione della fine della distinzione tra la destra e la sinistra, che invece si pone con più urgenza guardando al futuro. Dobbiamo uscire da questa crisi con più diritti, più giustizia sociale e ambientale, più democrazia”.

Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.

Imposta in20righe come fonte preferita
Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

Altro dall'autore

Segui in20righe come fonte preferita su Google

Imposta fonte preferita

Articoli più letti