Nuove misure di stabilità e sicurezza per Hong Kong, nel quadro del principio “un paese, due sistemi” che ha guidato negli ultimi 23 anni il rapporto tra l’ex colonia britannica e Pechino. Dalla fine del dominio coloniale nel 1997, la Hong Kong Basic Law ha assicurato autonomia alla “Regione amministrativa speciale”, situata sulla costa sud della Cina, tra il delta del fiume delle Perle e il Mar Cinese Meridionale. Lo scorso anno un imponente ciclo di proteste, via via diventate sempre più violente, ha caratterizzato la vita pubblica di Hong Kong, in seguito al tentativo poi abortito del governo locale di introdurre una legge che prevedeva la possibilità di estradare nella Cina continentale i responsabili di gravi reati.

Attivisti Agli attivisti pro-democrazia e ai manifestanti pacifici, sono subentrati elementi violenti che hanno messo a ferro e fuoco e paralizzato la città, una tra le aree più densamente popolate al mondo e anche centro finanziario di rilievo internazionale. Pechino con il premier Li Keqiang ha ora annunciato la necessità di “compiere sforzi a livello statale” per migliorare “i sistemi e i meccanismi legali a salvaguardia della sicurezza” nelle due Regioni amministrative speciali, Hong Kong e Macao, ex colonia portoghese. Un progetto è stato presentato alla Assemblea nazionale del popolo, la più alta istituzione statale e unica camera legislativa della Repubblica Popolare Cinese.

Assemblea del popolo La sessione annuale dell’Assemblea si è aperta, alla presenza del presidente Xi Jinping, con un tributo silenzioso alle vittime della pandemia di Covid-19. Le nuove norme su Hong Kong saranno discusse tra il 22 e il 28 maggio. Pechino aveva già provato a introdurre una legislazione simile nel 2003, ma aveva accantonato l’iniziativa a causa delle proteste. Il cosiddetto “movimento degli ombrelli” preannuncia una ripresa delle mobilitazioni, mentre la governatrice locale, Carrie Lam, segnala di voler “cooperare pienamente” con Pechino, per contrastare la ripresa di violenza e di attività illegali, che hanno danneggiato la sicurezza e le potenzialità di sviluppo economico di Hong Kong.

Agenzie L’ex colonia di Sua Maestà ha saputo affrontare con determinazione ed efficacia l’epidemia Coronavirus, limitando il numero di contagi e delle vittime. Tra i sette articoli della proposta all’esame dell’Assemblea del popolo, il più delicato rispetto al regime di autonomia, è il 4 che prevede, se necessario, l’istituzione a Hong Kong di agenzie degli organi di sicurezza della Repubblica popolare, per “svolgere i compiti di salvaguardia della sicurezza nazionale conformemente alla legge”.

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