Europa e Cina rinviano – ufficialmente a causa delle difficoltà per la pandemia Covid – il vis-à-vis previsto per il prossimo settembre a Lipsia, ospitato dalla cancelliera, Angela Merkel. Un differimento che, al di là del virus, giunge in un momento delicato per lo scenario geopolitico mondiale, caratterizzato da una possibile nuova guerra fredda tra Washington e Pechino, con Bruxelles che rischia di trovarsi intrappolata nel mezzo.

Rivale Lo scorso anno un documento della Commissione europea definiva la Cina un “rivale sistemico” e ulteriori tensioni si sono accumulate per le vicende di Hong Kong e durante la crisi Coronavirus, sulla scarsa trasparenza e la disinformazione da parte del paese del Dragone. Ma al di là della fase di scarso feeling, l’Unione ha molti motivi per rimettere i rapporti sul binario. La ripresa delle attività economiche nel dopo epidemia impone di mantenere la stabilità delle catene industriali e di approvvigionamento internazionali, quindi spiega alla Cnn un alto funzionario di Bruxelles: “Nello stesso tempo non possiamo allontanarci dalla Cina, ma anche la Cina ha bisogno dell’Europa”.

Decennio Nell’ipotesi di Merkel il vertice con Xi Jinping, durante il semestre di presidenza Ue della Germania e quasi alla fine della sua lunga esperienza politica, doveva contribuire a rimodellare le relazioni Ue-Cina per il decennio appena iniziato. Nei sette anni a guida Xi, la Cina ha sviluppato ambizioni globali e ha sempre guardato con particolare attenzione all’interlocuzione con l’Europa. Con le prospettive di importanti investimenti, la “Belt and Road” – il gigantesco progetto infrastrutturale e commerciale promosso da Pechino – è già stato più di una tentazione per varie economie europee in difficoltà, dall’Italia alla Grecia, ma stretti legami esistono con i paesi dell’Europa centrale e orientale con l’iniziativa di cooperazione “17 + 1”.

Opportunità E poi, ammette all’emittente DW il verde tedesco, Reinhard Bütikofer, che guida il comitato del Parlamento europeo per i rapporti con Pechino: “La dipendenza della Germania dalle esportazioni verso la Cina è significativamente maggiore di quella dei nostri vicini europei”. Insomma, se l’Europa intende fare pressione su questioni come i diritti umani e i cambiamenti climatici, il Dragone è disposto a mettere sul tavolo opportunità economiche allettanti, un’enorme leva a disposizione di Pechino. Il tutto in attesa dell’esito delle presidenziali Usa di novembre, per capire se verrà confermata l’ostilità anti-Ue di Trump o magari si tornerà a rapporti transatlantici più tradizionali con una vittoria di Biden, cosa che potrebbe far sentire Bruxelles più a suo agio nel respingere le avance della Cina.

Certezze Con l’annuncio del rinvio di Lipsia, sono stati diffusi i contenuti di una telefonata Merkel-Xi – la terza dallo scoppio dell’emergenza Covid – con il presidente cinese che ha confermato la volontà di lavorare con l’Unione, “per rafforzare la cooperazione strategica, sostenere il multilateralismo, affrontare le sfide globali e proporre certezze all’attuale mondo dell’incertezza”.

(infografica da www.consilium.europa.eu)