Nicola Zingaretti

Concretezza e lungimiranza. È questo il percorso per il governo giallorosso indicato dal segretario Pd, Nicola Zingaretti. Nel post emergenza Coronavirus l’esecutivo di Giuseppe Conte, che vede insieme i dem e i 5stelle, si trova a un bivio decisivo e deve scegliere di uscire della genericità dei progetti. “È la strada – spiega Zingaretti – non della gestione del presente, ma dell’impegno verso il futuro”. Insomma, “non perdere l’occasione storica di gestire come si deve i 270 miliardi, di cui 100 a fondo perduto, che arriveranno dall’Europa”.

Soluzione

Il leader Pd, in una intervista al Foglio, propone l’apertura di un “tavolo” con le opposizioni. “Sono il sostenitore di un’operazione di concordia e sono più che favorevole all’idea” che il governo “faccia di tutto per trovare dei punti di convergenza con l’opposizione”. Si tratta “solo di scegliere se farlo o meno. Sono certo che i punti su cui ragionare e trovare accordi si troverebbero facilmente. E sono certo anche che seguendo questo percorso alla fine la storia ci premierà. Che aspettiamo?”. Il Covid è stato contenuto, in Europa si è ritrovato un ruolo di proposta e si è dimostrata capacità di ascolto del paese, ma non si può continuare ad attendere per la soluzione dei problemi.

Dossier

Occorre partire da “alcuni dossier aperti da troppo tempo e che il governo” deve “risolvere”. In ballo c’è il futuro dell’Ilva, che “rappresenta una grande sfida europea anche sul terreno della riconversione ecologica”. E poi il Mes senza condizionalità, su cui vanno superate “in fretta le diatribe ideologiche”, poiché “questa opzione rappresenta una leva straordinaria per il rafforzamento della nostra sanità”. Quindi, i casi Alitalia e Atlantia, ma anche il decreto semplificazione, decisivo “in vista dei progetti e degli obiettivi che dovremmo presentare sul Recovery fund”.

Fondamentali

Guardando ai fondamentali, Zingaretti come il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, crede che il Paese “possa riprendersi dalla crisi più in fretta del previsto”, senza dimenticare e “sottostimare il disagio sociale che potrebbe crescere nei prossimi mesi”. Allora, gli sforzi della politica devono essere orientati a “rafforzare la fiducia”, in “una doppia accezione”: lavorare perché l’Italia sia considerato “un paese di cui fidarsi” e su di un altro piano, “altrettanto delicato, la ricostruzione della fiducia delle persone”.

(foto da profilo Facebook N. Zingaretti)