Il 14 settembre si torna sui banchi di scuola con le misure di sicurezza anti-Covid. A meno di clamorose sorprese la didattica a distanza dei tempi del lockdown sarà soltanto un ricordo. La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera alle linee guida per la ripartenza. Il distanziamento fisico, secondo le raccomandazioni degli esperti, sarà almeno di un metro rispetto alla bocca di ogni studente. La decisione finale sull’utilizzo delle mascherine verrà presa dal Comitato tecnico-scientifico promosso dal governo, almeno due settimane prima dell’inizio dell’anno scolastico in base agli sviluppi del quadro epidemiologico.

No assembramenti

Ciascun istituto organizzerà gli spazi interni ed esterni per da evitare assembramenti e deciderà sull’apertura il sabato. “Il governo ha lavorato per permettere ai nostri studenti di rientrare a scuola in massima sicurezza”, ha sottolineato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “Abbiamo un ulteriore miliardo che stanziamo per investimenti sulla scuola” per renderla, assicura il premier “più moderna, sicura e inclusiva. Vogliamo classi meno affollate. Le cosiddette classi pollaio a me non piacciono, non le tolleriamo più”. La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, non ha dubbi: “Le scuole dovranno essere innanzitutto pulite, poi faremo formazione del personale con la Protezione civile e dialogheremo con famiglie e studenti. Vogliamo fare scuola anche fuori dalla scuola: portiamo gli studenti nei cinema, nei teatri, nei musei. Facciamo in modo che respirino la cultura di cui hanno bisogno”.

Aumenti

Notizie positive anche per gli insegnanti, che da luglio avranno aumenti da 80 a 100 euro, grazie al taglio del cuneo fiscale. Impegno anche da parte del ministro della Salute, Roberto Speranza “per garantire la riapertura di tutte le scuole nella massima sicurezza. È un obiettivo fondamentale su cui tutto il Paese deve essere unito”. Il presidente della Conferenza Stato-Regioni, Stefano Bonaccini, ha detto che “le Regioni hanno avuto un ruolo determinante nella costruzione di un Piano scuola 2020-2021” capace di dare risposte “alle diverse esigenze di docenti, dirigenti scolastici, studenti ed enti locali”.

Polemico

Tra i governatori ancora una volta è venuto il voto contrario del presidente della Campania, Vincenzo De Luca, che afferma polemico: “Apriamo l’anno scolastico e non sappiamo su quanti docenti possiamo contare, non è stato definito ancora l’organico” e poi “non ci sono fondi sufficienti per l’edilizia scolastica e gli arredi”.

(foto chiesADIbeinasco)

© 2020, Alessandro Cavaglià. All rights reserved.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.