Hong Kong
(foto di Dr. Stephan Barth da Pixabay)

C’è una maggioranza silenziosa di abitanti di Hong Kong che vuole innanzitutto sicurezza e sviluppo. In due milioni e 930 mila hanno firmato una petizione a sostegno della nuova legislazione sulla sicurezza nazionale approvata definitivamente dalla Assemblea nazionale del popolo. Il varo è avvenuto in occasione del 23esimo anniversario del ritorno dell’ex colonia britannica alla Cina. Pechino è determinata a salvaguardare la sovranità nazionale e a contrastare le interferenze esterne negli affari di Hong Kong, ma ribadisce il principio “un paese, due sistemi”.

Ricominciare

Il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, obietta: la Cina aveva “promesso 50 anni di libertà al popolo di Hong Kong e ne ha dato loro soltanto 23”. La leader del governo locale, Carrie Lam, si dice “fiduciosa” che ora “i disordini che hanno turbato la nostra gente per quasi un anno caleranno, consentendoci di ricominciare a concentrarci sullo sviluppo e sul miglioramento delle condizioni di vita”. Secondo il presidente dell’Assemblea del popolo, Li Zhanshu, la legge “rappresenta le aspirazioni del popolo. Sicurezza, stabilità sociale e stato di diritto sono le premesse per lo sviluppo di Hong Kong”. Per Pechino, insomma, l’autonomia della regione amministrativa speciale di Hong Kong si conferma sulla base al principio “una Cina, due sistemi”.

Spada

La nuova legge viene presentata come da un lato una “spada affilata”, che scoraggia quanti intendano mettere in pericolo la sicurezza nazionale, e dall’altro come “guardiano”, che protegge la stragrande maggioranza dei residenti di Hong Kong, i loro diritti e le condizioni per una vita pacifica. Hong Kong è tornata alla Cina il primo luglio 1997, a conclusione di 156 anni di dominio coloniale britannico. Le attività delle organizzazioni che chiedono l’indipendenza di Hong Kong e le violenze dei gruppi più radicali, assieme a quelle che le autorità cinesi denunciano come “le palesi interferenze delle forze esterne”, hanno indotto Pechino a predisporre a livello nazionale una legge che interviene su quattro categorie di reati: secessione, sovversione, attività terroristiche e collusione con un paese straniero. Il governo centrale istituirà un ufficio di sicurezza a Hong Kong in stretto contatto con le autorità locali.