Il 78% degli elettori russi ha detto sì alla riforma costituzionale proposta dal presidente, Vladimir Putin. Quest il dato reso noto dalla Commissione elettorale centrale. Le operazioni di voto si sono svolte in un arco di sette giorni per evitare assembramenti in una fase di emergenza Coronavirus. Con le modifiche approvate il leader russo, 67 anni, si apre la possibilità a una ricandidatura per altri due mandati presidenziali di 6 anni alla guida della Federazione russa.

Stabilità

Prima del cambiamento l’attuale presidente non avrebbe potuto ripresentarsi alla scadenza del mandato in corso nel 2024. In realtà, al momento Putin non ha ancora annunciato se correrà o meno, ma ha fatto sapere di ritenere decisivo per la stabilità del Paese avere la possibilità della ricandidatura. Ufficialmente ha sempre negato di voler diventare “presidente a vita”. È chiaro comunque come intenda guidare la fase della possibile successione ,decidendo se e quando lasciare il comando e avendo magari individuato un possibile successore. Secondo la Commissione elettorale nazionale la partecipazione al voto si sarebbe attestata a oltre il 65% degli aventi diritto.

Misure sociali

La riforma costituzionale prevede anche un rafforzamento del ruolo di leadership del presidente con un maggior controllo del Cremlino sul premier e sulla Corte Suprema. La nuova carta contiene anche misure sociali come il salario minimo e l’indicizzazione pensioni. Punta poi decisamente su elementi identitari fortemente legati alla cultura e alla religione tradizionali, Ci sono il no ai matrimoni gay e il riferimento, sostenuto dalla potente Chiesa ortodossa, alla “fede in Dio”. L’ex capo del KGB potrebbe diventare il leader più longevo al comando della Russia, superando il vincitore della Seconda Guerra mondiale, Josef Stalin.

Opposizione

L’opposizione divisa e indebolita da anni di repressione non è riuscita a organizzare una efficace campagna per il ‘no’. Le immagini della tv di Stato hanno mostrato Putin sorridente presentare il suo passaporto allo scrutatore, con mascherina e guanti, al seggio elettorale presso l’Accademia Russa delle Scienze di Mosca. “Stiamo votando per il paese” che “vogliamo trasmettere ai nostri figli e nipoti”, aveva detto il presidente nell’ultimo appello agli elettori: “Possiamo garantire stabilità, sicurezza, prosperità e una vita dignitosa soltanto attraverso lo sviluppo e soltanto tutti insieme”.