Gli Stati Uniti hanno ordinato alla Cina di chiudere il consolato di Houston nel Texas. È una nuova tappa dell’escalation della tensione tra Pechino e Washington. Lo staff diplomatico del consolato dovrà lasciare entro le prossime 72 ore. La portavoce del Dipartimento di Stato, Morgan Ortagus, ha dichiarato che la chiusura è stata ordinata per proteggere la “proprietà intellettuale” americana e informazioni private. La Cina, secondo Washington, avrebbe nel corso degli anni condotto “enormi operazioni di spionaggio e di pressione illegali”, prendendo di mira sia pubblici funzionari che cittadini.

Mossa unilaterale

Pechino ha condannato con decisione la mossa americana, definendola una “provocazione politica unilaterale”. Una decisione che “viola gravemente il diritto e le norme che regolano le relazioni internazionali” e, in particolare, “l’accordo consolare bilaterale tra Cina e Stati Uniti”. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, in assenza di una revoca della decisione, “la Cina adotterà sicuramente le reazioni legittime e necessarie”. Pechino denuncia anche una serie di iniziative volte a ostacolare deliberatamente l’attività del personale diplomatico e consolare cinese negli Stati Uniti. Inoltre, studenti cinesi sono stati intimiditi, interrogati e persino trattenuti senza motivo. Le autorità americane hanno sequestrato i loro dispositivi elettronici personali.

Amicizia tra popoli

“Le missioni diplomatiche cinesi negli Stati Uniti si sono sempre impegnate a promuovere la comprensione e l’amicizia tra i due popoli” e si sono attenute al principio di non interferenza negli affari interni del Paese ospitante. Per il portavoce, Pechino ha facilitato l’esercizio delle funzioni delle rappresentanze e del personale diplomatico degli Stati Uniti. Mentre a ottobre dello scorso anno e a giugno di quest’anno sono state imposte restrizioni ingiustificate ai diplomatici cinesi negli Stati Uniti. In varie occasioni sono state controllate valigie diplomatiche e sono state sequestrate di forniture ufficiali cinesi. Molti osservatori hanno parlato di una vera e propria Guerra Fredda lanciata dall’amministrazione Trump nei confronti della Cina. Alle tensioni sul Covid – più volte definito dal presidente tycoon il “virus cinese” – e sul commercio, sono seguite le accuse di violazione dei diritti umani nello Xinjiang e a Hong Kong e il confronto nel Mar Cinese Meridionale.