Nuovo scostamento di bilancio da 25 miliardi. Disco verde con un decreto da parte del Consiglio dei ministri. Si tratta della terza misura da quando è iniziata la crisi del Coronavirus. In precedenza erano stati approvati i 20 miliardi del decreto Cura Italia e i 55 del decreto Rilancio. Il nuovo livello di indebitamento netto è fissato all’11,9% del Pil nel 2020. Il rapporto debito pubblico/Pil si attesta al 157,6. L’extra deficit sarà esaminato in Parlamento il prossimo 29 luglio.

Sostegno

Il governo ritiene in questa fase, si legge nel comunicato ufficiale, “di fondamentale importanza continuare ad assicurare il sostegno al sistema produttivo e al reddito dei cittadini”. Tutto ciò supportando la ripresa e intervenendo dove necessario per preservare l’occupazione. Quindi, innanzitutto proroga per gli interventi di potenziamento degli strumenti della Cassa integrazione guadagni (CIG). Allo stesso tempo, “non verrà meno il sostegno alle imprese e ai settori maggiormente colpiti dalla crisi e alla liquidità, anche attraverso una riprogrammazione delle scadenze fiscali dei prossimi mesi”. Con lo scostamento di bilancio verrà anche garantito il “sostegno agli enti territoriali, le cui risorse sono state ridotte dai mancati introiti fiscali degli ultimi mesi, al fine di garantire la regolarità dell’azione pubblica a tutti i livelli di governo”.

Rapporto

Infine, verranno assicurate le risorse necessarie per far ripartire l’insegnamento in presenza in condizioni di sicurezza. Da Palazzo Chigi arriva poi un impegno a confermare, “pur in un contesto di incertezza legato all’evoluzione della pandemia e della successiva fase di ripresa economica, “l’obiettivo di ricondurre verso la media dell’area euro il rapporto debito/PIL nel prossimo decennio”. Viene indicata “una strategia che, oltre al conseguimento di un adeguato surplus primario, si baserà sul rilancio degli investimenti, pubblici e privati”. Per l’approvazione del nuovo disavanzo occorre la maggioranza assoluta nelle due Camere. A sostegno non è esclusa una convergenza di voti di parte almeno dell’opposizione, a partire da Forza Italia.