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mercoledì, 8 Febbraio 2023

Facebook sfodera la faccia sovranista per cercare di battere TikTok

È scontro aperto. TikTok contro Facebook. L’app di video brevi targata Pechino spopola tra gli adolescenti americani. Sembra sia stata al centro della mega burla on line, che ha portato al clamoroso flop del primo comizio per le presidenziali di Trump a Tulsa. Il colosso social cinese ha accusato quello americano di essere un “copione”. È stato il Wall Street Journal ad annunciare le mosse di Instagram, piattaforma social di foto e video del gruppo Facebook, per lanciare Reels, nuovo servizio simile a TikTok. La precedente copia denominata Lasso e legata a Facebook era fallita nel giro di pochi mesi.

Zuckerberg

Obiettivo finale di Mark Zuckerberg sembra essere quello di porre fine alla presenza di TikTok negli Stati Uniti, nel nome di uno sbandierato patriottismo. Per il momento si parla di super incentivi finanziari per traghettare sulla nuova piattaforma i creatori di contenuti più popolari presenti sulla rivale TikTok. Offerte in denaro apparentemente impossibili da rifiutare. Il tutto accompagnato da appelli di facciata all’americanità, secondo i dettami del presidente Trump. Intanto la società cinese ByteDance, proprietaria di TikTok, deve passare gli esami del sangue imposti dall’amministrazione di Washington. Il segretario al Tesoro, Steve Mnuchin, ha dichiarato che TikTok va posta sotto esame per motivi di sicurezza nazionale. La app cinese respinge le accuse di essere legata allo Stato e al Partito comunista. Ma lo stesso presidente tycoon ha annunciato una decisione sul futuro della app in tempi rapidi.

Tappeto

L’amministratore delegato di TiKTok, Kevin Mayer conferma: “Abbiamo ricevuto controlli a tappeto a causa delle origini cinesi dell’azienda. Siamo diventati il primo obiettivo, ma non siamo il nemico”. Il segretario di Stato, Mike Pompeo, che vorrebbe bandire la app, denuncia la trasmissione in Cina di dati appartenenti agli utenti americani: “Scarica TikTok solo se vuoi le tue informazioni private nelle mani del Partito comunista cinese”. Quelli negli Usa non sono i primi problemi a livello internazionale per TikTok. È stata recentemente bandita in India, dopo le crescenti tensioni al confine himalayano tra le due potenze nucleari asiatiche.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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