Continua l’ottovolante per la maggioranza giallorossa. Dopo il largo risultato al Senato sullo scostamento di Bilancio, è stata bufera nel voto sui presidenti di Commissione. Sui 25 miliardi necessari in deficit per consentire il varo del decreto Agosto, il governo ha ottenuto 170 voti rispetto ai 161 necessari per la maggioranza qualificata. Un risultato che sembrava consolidare il sostegno rispetto ad esempio a precedenti voti di fiducia al limite. Ma nelle votazioni per le Commissioni, dove gli umori sono molto più ballerini, le cose sono invece andate storte.

Accordo politico

M5s, Pd. Iv e Leu avevano raggiunto un accordo politico complessivo, soprattutto per strappare al centrodestra e alla Lega, alcune presidenze residuate dalla precedente maggioranza gialloverde. Ma qualcosa è andato storto. I mugugni sempre presenti a livello di ambizioni nei gruppi parlamentari hanno fatto saltare il banco per le Commissioni Agricoltura e Giustizia a Palazzo Madama. Alla Giustizia, l’ex magistrato ed ex presidente del Senato, Piero Grasso, è stato battuto a sorpresa dall’uscente, il leghista Andrea Ostellari. In Commissione Agricoltura a rimetterci le penne è stato il grillino Pietro Lorefice, anche in questo caso in favore di un esponente del Carroccio, il confermato Giampaolo Vallardi.

Sotterraneo

Parlamentari pentastellati avrebbero contestato gli accordi presi tra i capigruppo e in particolare sul fronte giustizia proseguirebbe lo scontro sotterraneo tra manettari e garantisti. Ne è una prova anche il risultato alla Camera, dove alla Giustizia è risultato eletto, con franchi tiratori del centrodestra, Catello Vitiello di Italia Viva. Bocciato l’uomo di fiducia del Guardasigilli Alfonso Bonafede, l’avvocato grillino Mario Perantoni. I pentastellati in subbuglio hanno minacciato di non votare l’economista renziano Luigi Marattin alla guida della Commissione Finanze. I più arrabbiati denunciano il trasferimento coatto di almeno una decina di parlamentari da una Commissione all’altra per evitare ulteriori incidenti.

Dimissioni

Alla fine Vitiello ha annunciato le dimissioni irrevocabili e la capogruppo di Iv, Maria Elena Boschi, lo ha ringraziato per “il senso di responsabilità”. Delusione a rabbia anche in Leu, per la mancata elezione dell’unico candidato della formazione a una presidenza, Pietro Grasso. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha lasciato anticipatamente i lavori del Consiglio dei ministri. Avrebbe definito “inaccettabile quanto avvenuto” e poi aggiunto: “Serve un chiarimento di maggioranza”.