Il rimbalzo previsto dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, c’è ed è confermato dai dati dell’Istat. La nota mensile sull’andamento dell’economia italiana rileva che: “La caduta del Pil del secondo trimestre è associata a estesi segnali di ripresa”. Segnali che da maggio riguardano la produzione industriale e da giugno i nuovi ordinativi della manifattura e le esportazioni. Queste ultime “hanno riportato forti incrementi sia verso i mercati Ue sia verso quelli extra-Ue, interessando tutte le principali categorie di beni”.

Risalita

Secondo l’Istat “a luglio stime preliminari sui flussi commerciali con i paesi extra-Ue indicano la prosecuzione della fase di risalita delle vendite all’estero, mentre ad agosto il clima di fiducia delle imprese ha confermato i segnali positivi la cui diffusione coinvolge quasi tutti i settori, anche se con intensità diverse”. Inoltre, “a luglio si sono registrati i primi segnali di recupero per l’occupazione, accompagnati da una intensificazione della ripresa delle ore lavorate pro capite”. E “ad agosto si è ampliata la tendenza alla flessione dei livelli dei prezzi al consumo, ancora condizionati dalla caduta tendenziale delle quotazioni dei prodotti energetici”.

Linee guida

Decisivo per il rilancio sarà il Recovery plan europeo: “Dobbiamo utilizzarlo al meglio – afferma Gualtieri – non disperdere le risorse in mille rivoli e concentrale nei capitoli più redditizi”. Una massa di investimenti che dovrebbe fornire “spazio – prosegue il ministro – per far entrare gradualmente a regime una riforma fiscale che strutturalmente si finanzierà con il contrasto all’evasione fiscale e con la riforma del sistema delle detrazioni della tassazione ambientale”.

Il governo ha intanto definito la bozza delle “Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza”, che definisce gli obiettivi per l’utilizzo dei 209 miliardi del Next Generation Eu. Sei i campi di intervento principali; digitalizzazione e innovazione; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per la mobilità; istruzione e formazione; equità, inclusione sociale e territoriale; salute. Gli obiettivi, nei calcoli della Banca d’Italia, sono il raddoppio del tasso di crescita, dallo 0,8 dell’ultimo decennio alla media europea dell’1,6 per cento. In parallelo, è possibile un aumento del tasso di occupazione di 10 punti percentuali.

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