Cina Xi

Impegnata nella lotta contro l’epidemia da Covid-19, la Cina punta decisamente sulla ripresa dell’economia, ma anche all’ammodernamento delle proprie forze armate. Tutti temi toccati dal presidente Xi Jinping nella recente visita nella provincia del Guangdong nella Cina meridionale. Occasione la commemorazione del 40esimo anniversario della creazione delle ZES (Zona Economica Speciale), nel quadro delle riforme economiche volute negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso da Deng Xiaoping. Nel Guangdong si trovano tre delle cinque zone economiche speciali della Cina: Shenzhen, Shantou e Zhuhai. L’apertura economica ha profondamente cambiato le condizioni economiche del Guangdong. Sono state sfruttate diverse caratteristiche favorevoli allo sviluppo: l’accesso al Mar Cinese Meridionale, la vicinanza di Hong Kong e gli storici legami con i cinesi emigrati. Il Guangdong ha così avuto un ruolo determinante nello sviluppo economico della Cina, rendendola la seconda potenza economica al mondo.

Élite

Xi, che è anche a capo Commissione militare centrale, ha visitato la base militare del Corpo dei Marine a Chaozhou. Durante l’ispezione ha sottolineato di voler sostenere l’assoluta leadership del Partito comunista sulle forze armate, invitando i soldati a rimanere “leali, integri e affidabili”. I Marine dell’Esercito di Liberazione del Popolo (PLA), ha rilevato Xi, sono un corpo di élite “per operazioni anfibie e hanno importanti doveri di salvaguardia della sicurezza e della sovranità del Paese, garantendone integrità territoriale, interessi marittimi e interessi d’oltremare”. Un discorso che si inserisce anche nel non facile momento tra Pechino e Washington. Numerosi osservatori hanno apertamente parlato di nuova Guerra fredda. Il presidente Trump, dopo il contagio da coronavirus, ha ripetuto nelle sue uscite pubbliche che la Cina è l’unica responsabile della pandemia da Covid-19.

Missili

A pesare c’è poi il disaccordo completo tra Pechino e Washington sull’indipendenza di Taiwan. La Casa Bianca ha notificato al Congresso il piano di vendita al governo di Taipei di un sistema sofisticato di armamenti che include il lancia razzi HIMARS. Il piano di Washington ha allarmato non poco Pechino, che continua a considerare l’isola parte integrante del territorio cinese. Con grande disappunto di Pechino, sotto la presidenza Trump i rapporti tra USA e Taipei sono diventati sempre più stretti. Lo scorso agosto, il segretario della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti, Alex Azar, si è recato in visita ufficiale a Taiwan, apparentemente per discutere la pandemia da Sars Cov2. In risposta, la Cina ha aumentato le esercitazioni militari intorno all’isola. Infine, il Segretario della Difesa, Mark Esper, all’inizio di ottobre ha annunciato il piano denominato “Battle Force 2045”, atto ad aumentare e modernizzare la Marina americana di 500 unità navali (con e senza equipaggio) per l’anno 2045. Esper ha ammonito Pechino, in un discorso alla RAND Corporation, lo scorso 16 settembre, sostenendo che la Cina non potrà mai uguagliare la potenza navale degli Stati Uniti.

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