mojito

Lotta dura, per l’aperitivo. Nell’Italia ai tempi del Covid la protesta e financo la guerriglia urbana si fanno per il ‘diritto’ alla movida. Le piazze della contestazione, piene di tute blu e di studenti, per il diritto al lavoro, allo studio o alla casa sono un lontano ricordo dei tempi pre-globalizzazione. Progressivamente si è scivolati, attraverso la violenza da stadio, alla moltov allo spritz. Gli stabilimenti Fiat, Olivetti, Pirelli, Italsider, Zanussi sono stati sostituiti, in un Paese sempre più alle vongole, da ristoranti più o meno stellati, bar, discoteche, palestre…

Riciclaggio

Ed è con queste realtà ‘produttive’, in tanti casi sorte dal riciclaggio dei soldi della criminalità organizzata, che ora occorre fare i conti. Così l’oste o il pizzettaro alzano la voce e trovano rapidamente il sovranista o l’estremista di destra di turno pronti ad amplificarla. Da tempo i bisogni indotti hanno surclassato quelli reali. Influencer, social e telefonini dettano legge. Chi non si ammassa, non si accalca, non brinda, non gusta l’ultima specialità è out o si sente tale. Su tutto questo si è creata una finta economia. Un’economia di cartone, troppo spesso al limite della legalità sia dal punto di vista delle risorse sia per il lavoro al nero. Un’economia che ha trovato una clientela, inutilmente volgare e chiassosa, pronta a fare le barricate per una caipiroska e un tagliere di salumi. Sovranisti ed estremisti nazifascisti hanno la loro base di manovra, incolta e violenta, allevata nelle curve degli stadi. Così dal no alla mascherina si passa a mettere a ferro e fuoco le città.

Notti inutili

Mai per risolvere i problemi, ma soltanto per renderli più acuti. Per cavalcare paure ed emotività e gustarsi i vandalismi sul cellulare. Dopo la guerra al migrante, si fa la guerra alle misure anti-pandemia. Misure per altro resesi indispensabile proprio a causa della irresponsabilità del popolo della movida. Gli untori affastellatisi nelle discoteche estive diventano gli incendiari di oggi. Non contenti di aver contribuito alla distruttività di un morbo che fa strage tra i più deboli, si fanno portavoce di un giovanilismo tatuato, in stile gang latinoamericane. I nuovi ‘guerrieri delle inutili notti’ lanciano sassi e pigliano a bastonate i poliziotti in nome del diritto alla birretta o al mojito.

(foto di PxHere)