Mattarella Bonaccini Toti
(foto quirinale.it)

Il vecchio sport dello scaricabarile ha dei nuovi campioni: i presidenti delle Regioni. Nel pieno dell’emergenza Covid il contro-potere localista gioca tutte le sue carte, in perenne dissonanza con il governo. Non che il premier e, soprattutto, alcuni ministri abbiano azzeccato tutto, ma al momento forse soltanto in Cina si è riusciti a ridurre al minimo gli errori.

Responsabilità

A riportare equilibrio è ancora una volta il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Domenica si è recato al cimitero di Castegnato, in provincia di Brescia, dove ha reso omaggio a tutte le vittime del Covid-19. Ha deposto una corona di fiori sulla stele, inaugurata lo scorso 6 settembre, da cui è stata trafugata una simbolica croce di bronzo. Il pensiero del Capo dello Stato è andato “ai tanti morti in solitudine. Ricordare i nostri morti è un dovere che va affiancato dal dovere della responsabilità di proseguire nell’impegno per contrastare e sconfiggere questa malattia”. Mattarella ha rivolto un invito preciso a mettere “da parte partigianerie, protagonismi, egoismi, per unire gli sforzi, di tutti e di ciascuno – quale che sia il suo ruolo e quali siano le sue convinzioni – nell’obiettivo comune di difendere la salute delle persone e di assicurare la ripresa del nostro Paese”.

Collaborazione

Concetti ribaditi, in un colloquio in videoconferenza, a due dei governatori protagonisti dei tanti distinguo e delle tante alzate d’ingegno di questi giorni. Mattarella, secondo quanto riferisce Repubblica.it, ha chiesto al presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, e al vicepresidente e rappresentante dei governatori della destra, Giovanni Toti, “un dialogo costruttivo e una collaborazione tra le istituzioni”. Al termine Bonaccini su Facebook ha sottolineato: “Condivido pienamente l’auspicio di collaborazione fra tutte le istituzioni: ora più che mai serve mettere da parte appartenenze politiche o geografiche per pensare al bene del Paese”.

Telecomandati

In apparenza sembra aver un po’ abbassato le penne anche il governatore della Liguria, dopo la figuraccia della richiesta di apartheid per gli anziani. Ma lui e i suoi colleghi della destra agiscono telecomandati dal capo politico sovranista, Salvini. L’impegno del governo a trovare soluzioni concordate è ribadito dal ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia: “La salute e la difesa della vita hanno per il governo la priorità assoluta”, in parallelo anche “ogni esigenza economica sarà oggetto di interventi immediati. Alle misure nazionali unitarie, si sommeranno misure territoriali correlate alla condizione epidemiologica della singola regione. Da parte del governo c’è la totale disponibilità nel garantire ristori in tempi immediati per le attività dei territori che attueranno misure ulteriormente restrittive”.