(foto di Alexey Hulsov da Pixabay)
(foto di Alexey Hulsov da Pixabay)

In undici mesi cinquantamila morti, una enorme tragedia nazionale. Per avere un’idea dell’ordine di grandezza di questa ecatombe, le 50.453 vittime del Covid-19 registrate in Italia dall’inizio della pandemia costituiscono un numero diciassette volte superiore al totale delle vittime provocate dal terremoto dell’Irpinia, che quarant’anni fa ne fece 2.914. Solo negli ultimi 30 giorni, ha calcolato Nino Cartabellotta dell’ associazione Gimbe, i morti a causa del coronavirus sono stati 12.764.

L’Italia è il secondo paese europeo per numero di vittime da Covid, dopo la Gran Bretagna (55.121). Occupiamo il sesto posto in questa macabra classifica a livello mondiale dopo gli Usa (256.000 morti) il Brasile (170.000), l’India (134.000) e il Messico (102.000)

Quei 50.000 morti, quella soglia psicologica superata oggi a quasi un anno dall’inizio della pandemia, sono il dato più drammatico emerso dal bollettino di oggi del ministero della Salute – 630 nuove vittime – mentre il paese sembra interrogarsi, e dividersi, soprattutto sul Natale: aprire oppure no? Il governo sembra tenere sulla linea del rigore, Conte insiste per un “Natale sobrio”, ma per salvare il salvabile del tessuto economico e sociale del paese qualcosa bisogna concedere a chi preme per non collassare a causa non del Covid ma del lockdown. L’esecutivo tiene ma è combattuto: spingono con forza per una riapertura o per un’attenuazione delle restrizioni attualmente in vigore le regioni dell’area rossa e arancione (che vorrebbero passare al giallo), le associazioni di categoria delle attività bloccate, i commercianti, i pubblici esercizi, i ristoratori, e da ultimi anche i gestori degli impianti sciistici – ora chiusi – e dei maestri di sci che parlano di “danno irreparabile” per tutta la stagione invernale in caso di mantenimento del lockdown e segnalano come i turisti siano indotti a lasciare l’Italia per dirigersi verso le località sciistiche di Svizzera, Francia e Austria rimaste aperte.

Per quanto riguarda il bollettino Covid sono stati 22.930 i nuovi contagi in Italia nelle ultime 24 ore. Il dato è in calo rispetto ai 28.337 di ieri ma è in relazione al numero di tamponi che scende, come sempre il fine settimana, dai 188.747 di ieri ai 148.945 di oggi. Il tasso di positività è quindi del 15,4%, in leggero aumento rispetto al 15% ieri. Aumenta invece il numero dei decessi, che oggi sono 630, mentre ieri erano stati 562. Aumentano di poco i pazienti ricoverati in terapia intensiva che passano da 3.801 a 3.810.