Tokyo

Tokyo, la città più vivibile del mondo, è quella in cui si registra il più alto tasso di mortalità da suicidi. Una conseguenza tragica della crisi da Coronavirus

Il Giappone è il paese dei suicidi. In ottobre sono morte più persone per suicidio che per il virus in tutto il 2020. Le più fragili sono le donne. La giapponese Eriko Kobayashi ha raccontato la sua storia ai microfoni della CNN. Nella sua vita ha cercato di uccidersi per ben 4 volte. Il primo tentativo quando aveva solo 22 anni e un lavoro a tempo pieno nell’editoria che però non le permetteva di sbarcare il lunario nella frenetica metropoli di Tokyo. “Stavo malissimo”, racconta Eriko, che allora dovette passare tre notti in ospedale. Oggi all’età di 43 anni, un lavoro stabile e uno stato mentale meno fragile, è diventata una scrittrice di libri che aiutano gli altri a superare i momenti di buio che inducono le persone a desiderare di togliersi la vita. La crisi pandemica, ammette la Kobayashi, ha fatto riaffiorare le sue fragilità. I dati purtroppo dicono che non è la sola a ritrovarsi in difficoltà a causa della pandemia. Salari tagliati e paura di tornare sulle soglie della povertà sono i fantasmi con cui confrontarsi nella capitale giapponese. Che, però, secondo il Global Finance è in cima alla lista mondiale per vivibilità, superando Londra, New York e Singapore. Nonostante il modo brillante in cui il paese e la sua capitale hanno affrontato il coronavirus, chiudendo subito le frontiere e rinviando prontamente le Olimpiadi, il tasso di mortalità ha trovato un’altra via per aumentare i suoi numeri e sempre a causa della pandemia. Incredibilmente per dimostrare la vivibilità di una città sono stati utilizzati parametri come la mortalità da Covid-19, insieme alla forza economica e di sviluppo, all’interazione culturale e al PIL pro capite. Ma nessun parametro è stato utilizzato per misurare le conseguenze indirette della pandemia, come i suicidi.

Dati

In Giappone i suicidi nel mese di ottobre 2020 sono saliti a più di 2100 unità. Un numero incredibilmente alto che, secondo gli esperti, è causato dall’emergenza da Coronavirus. Perdita del posto di lavoro, impossibilità di trovare un nuovo impiego, abbassamento del tenore di vita, calo delle aspettative, isolamento sociale sono le cause principali che hanno fatto schizzare i dati sul suicidio, mai così alti dal 2015. Non è detto però che il Sol Levante sia il Paese al mondo con i dati più alti, ma è sicuramente il paese che ha dato per primo l’allarme rendendoli pubblici. Ad esempio, i dati più recenti sui suicidi negli Stati Uniti risalgono al 2018. Lo studio giapponese di questi ultimi mesi può aiutare il resto del mondo nella valutazione di un fenomeno che gli esperti ritengono in espansione in molte nazioni a causa dell’emergenza da Coronavirus. “Senza lockdown e con un impatto da Covid-19 sulla vita di tutti i giorni davvero minimo comparato alla maggior parte dei paesi, in Giappone le malattie mentali sono aumentate così come il numero dei decessi da suicidio”, ha dichiarato Michiko Ueda, professore associato e esperto di suicidi alla Waseda University di Tokyo. E ha aggiunto: “Questo può significare che altre nazioni a breve vedranno crescere i dati dei suicidi”.

Donne

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità il Giappone ha lottato a lungo con uno dei tassi di suicidio più alti al mondo. Nel 2016, il paese aveva un tasso di mortalità per suicidio di 18.5 per 100.000 persone, secondo solo alla Corea del Sud nella regione del Pacifico occidentale e quasi il triplo della media annuale globale di 10.6 per 100.000 persone. Le ragioni sono complesse ma i lunghi orari di lavoro, la pressione scolastica, l’isolamento sociale e uno stigma culturale intorno ai problemi di salute mentale sono i fattori che contribuiscono maggiormente. Per i 10 anni precedenti al 2019, il numero di suicidi era diminuito, scendendo a circa 20.000 l’anno scorso. Secondo il ministero della Salute il numero più basso da quando le autorità sanitarie del paese hanno iniziato a tenere registri nel 1978. La pandemia sembra aver invertito questa tendenza e l’aumento dei suicidi ha colpito in modo sproporzionato le donne. Sebbene rappresentino una percentuale minore dei suicidi totali rispetto agli uomini, il numero di donne che si suicidano è in aumento. A ottobre, i suicidi tra le donne in Giappone sono aumentati di quasi l’83% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Per fare un confronto, i suicidi maschili sono aumentati di quasi il 22% nello stesso periodo di tempo. Le ragioni sono molteplici. Innanzitutto le donne rappresentano una percentuale maggiore di lavoratori part-time nei settori alberghiero, della ristorazione e del commercio al dettaglio, dove i licenziamenti sono stati più numerosi. Molte amiche di Eriko sono state licenziate. “Il Giappone ha ignorato le donne”, ha dichiarato lei stessa. “Questa è una società in cui le persone più deboli vengono tagliate fuori per prime quando accade qualcosa di brutto”.Nello studio dell’organizzazione umanitaria CARE a livello globale su oltre 10.000 persone, il 27% delle donne ha segnalato un aumento dei problemi di salute mentale durante la pandemia, rispetto al 10% degli uomini.

(foto account Facebook Jon Brown)