Zingaretti frena i governatori con lo scolapasta in testa. E già si parla di terza ondata

Governatori con lo scolapasta in testa, sovranisti, negazionisti, no-vax tutto il coro della “morte nera” ci si è messo d’impegno per replicare a Natale l’ultimo tragico Ferragosto. Costoro hanno due obiettivi entrambi portatori di catastrofe: riaprire tutto e non pagare le tasse. Insomma, preparano la terza ondata del Coronavirus e l’annientamento economico. I neo-disgregatori ci portano verso un avvio di 2021 potenzialmente più terribile della fine del 2020 e poi giocano scassare definitivamente i conti dello Stato. È quanto da anni vagheggia l’esercito degli evasori ed elusori fiscali alle vongole. I sostenitori della flat tax a zero per i loro compari e della privatizzazione della sanità, che ha portato la Lombardia al record di vittime da Covid e all’incapacità di vaccinare la popolazione dall’influenza.

Campane a morto

Risuonano le loro campane a morto per l’Italia con l’incredibile “liberi tutti”. Dopo le discoteche estive ora si vorrebbero vedere le masse affollarsi, assembrarsi nei veglioni e sulle piste da sci. Tutte cose ritenute indispensabili, come ai tempi dell’Italia “da bere” e di Tangentopoli. Roba da chiodi verrebbe da dire. Per non farci mancare nulla si scatena la ‘bestia’ sui social. Imbizzarrita, impazzita lancia strali contro chi, scienziato o politico, chiede soltanto un po’ di cautela, per non precipitare il nostro Paese nei numeri agghiaccianti di pandemia e morte dell’America di Trump. Sul fronte della ragionevolezza si palesa un governatore, che è anche segretario del Pd e quindi leader di una delle componenti decisive del governo giallorosso. Nicola Zingaretti rileva: “A chi dice ‘riapriamo tutto’ rispondo: errare è umano perseverare è diabolico”.

Schiaffo

Il segretario dem sottolinea: “Ricordo che solo a novembre in Italia ci sono state oltre 16000 vittime del Covid. Ora la curva sta calando, solo grazie alle regole di contenimento e ai comportamenti delle persone. Un’altra esplosione del contagio, dovuta alla sottovalutazione del rischio, sarebbe un colpo verso l’economia e il lavoro”. In poche parole “uno schiaffo alla sofferenza delle persone, alla memoria delle vittime e un insulto all’impegno degli operatori sanitari. Tornare a vivere – dice Zingaretti con pacata fermezza – significa sconfiggere il virus che è il vero nemico, non eliminare le regole per contrastarlo”.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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