33 C
Roma
domenica, 3 Luglio 2022

Attenti, sparano. In Brasile le app che mettono in guardia dagli scontri a fuoco

In Brasile la violenza armata fa parte della vita di tutti i giorni. Il grande paese sudamericano è considerato uno dei più violenti al mondo, con 10 mila omicidi all’anno. Sparatorie, rapine, presa di ostaggi, scontri a fuoco tra bande criminali rivali e con le forze dell’ordine, raid armati della polizia sono all’ordine del giorno. Nelle ultime settimane i media locali sono usciti con titoli a scatola per due rapine in banca in stile Far West agli opposti estremi del paese. A Criciúma, nello Stato meridionale di Santa Catarina, città fondata a fine ‘800 da un gruppo di famiglie originarie delle province di Belluno, Udine, Vicenza e Treviso, un commando di banditi pesantemente armati ha di bloccato l’area in stile hollywoodiano per rapinare banche, prendendo numerosi ostaggi. L’assalto è durato oltre un’ora e i cittadini sono stati usati come scudi umani. Alla fine per fortuna non ci sono state vittime.

Tragico

Finale tragico, invece all’altro capo del Brasile, a Cametá nello Stato settentrionale del Pará. Una ventina di criminali hanno fatto irruzione in una banca e hanno preso ostaggi, un innocente è stato ucciso e un altro è rimasto ferito da colpi d’arma da fuoco. In una delle realtà più calde, lo Stato di Rio de Janeiro, fino a questo punto dell’anno ci sono state almeno 3 mila sparatorie. I dati sono di “Onde Tem Tiroteio” (“Dov’è una sparatoria”), una app che avvisa gli utenti delle sparatorie. Un’idea nata da quattro amici a Rio de Janeiro: “Abbiamo tutti sperimentato incidenti rischiosi e abbiamo notato che non c’era modo di ottenere informazioni in tempo reale su strade e situazioni pericolose”, ha detto all’emittente tedesca DW, Dennis Coli, responsabile tecnico del progetto. “Il nostro obiettivo è che le persone possano spostarsi da A a B nel modo più sicuro”.

Notifiche push

Gli utenti ricevono notifiche push sullo smartphone quando si verifica una sparatoria nelle loro vicinanze. Gli incidenti possono essere localizzati su una mappa stradale. La app ha fatto registrare 1,2 milioni di download e opera anche nello Stato di San Paolo. “Spesso sono gli utenti stessi a segnalare gli incidenti – spiega Coli – e noi li verifichiamo con i nostri aiutanti in loco. Sono residenti, taxisti o magari autisti Uber”. Un’altra app presente a Rio, ma anche nella metropoli nord-orientale di Recife, è “Fogo Cruzado” (“Fuoco incrociato”), sviluppata dalla giornalista Cecilia Olliveira, in collaborazione con Amnesty International. È stata scaricata da 250 mila utenti e, secondo le sue informazioni, nel 2020 quasi 800 persone hanno perso la vita in sparatorie nel solo Stato di Rio de Janeiro.

(foto da profilo FB Polícia Militar do Estado do Rio de Janeiro)

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

Altro dall'autore

Articoli più letti