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martedì, 16 Agosto 2022

Mattarella avvia le consultazioni. Su Conte 3 niente veti, ma esito non assicurato

Entra nel vivo, senza certezze sulla sua conclusione, la crisi di governo. Al Quirinale sono iniziate le consultazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Per primi tocca ai presidenti di Senato e Camera, Elisabetta Casellati e Roberto Fico. Da domani a venerdì sarà la volta delle delegazioni dei partiti. La situazione resta fluida e al momento un ipotetico Conte 3 non è sorretto dalla matematica. Sul fronte politico M5s e Pd ribadiscono che faranno il nome del premier dimissionario per un nuovo incarico. Iv dice di non avere veti da porre e di guardare innanzitutto al programma. Prosegue il lavorio per ottenere in particolare al Senato consensi da parte dei “responsabili”.

Gruppo

A Palazzo Madama è nato il gruppo Europeisti-Maie-Cd, ma per raggiungere il numero tecnico di 10 ci sono voluti due innesti provenienti dai gruppi del Pd e delle Autonomie. Non hanno aderito né l’uomo della fiducia in zona Cesarini, Lello Ciampolillo, né Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella. Stando ai calcoli dei maggiori quotidiani, mancano almeno sette “costruttori” per garantire a un nuovo esecutivo guidato da Conte la maggioranza assoluta in Senato. Si attendono possibili novità dai centristi di Toti e dell’Udc, come prese di posizione di esponenti di Forza Italia sulla scia di Maria Rosaria Rossi e di Renata Polverini. Dal fronte pentastellato, Luigi Di Maio conferma che come unico nome la delegazione grillina farà quello di Giuseppe Conte. Il ministro degli Esteri prende le distanze dai rumor che lo vorrebbero in corsa per Palazzo Chigi: “Tirano in ballo il mio nome col chiaro intento di mettermi contro il presidente Conte. Sanno benissimo che sto lavorando al suo fianco, con la massima lealtà, per trovare una soluzione a questa inspiegabile crisi”.

Buca

Netta l’indicazione giunta dalla direzione del Pd, dove il segretario, Nicola Zingaretti, ha rimarcato: “Il Partito democratico esprime un nome come possibile guida di un nuovo governo. Quello di Giuseppe Conte. Ma tutti dovranno compiere un atto di generosità, per essere all’altezza degli italiani”. Il Pd è contrario alle elezioni anticipate, richieste a gran voce dalla destra, e le segnala come un pericolo legato l’apertura della crisi al buio: “Segnalare per la strada il pericolo di una buca – dice Zingaretti – è l’opposto della volontà di volerci finire dentro”. Il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, chiosa: “Se si distruggono le alternative il voto diventa più probabile. Questo rischio c’è ed è cresciuto”. I dem, continua Zingaretti, sono “il pilastro della politica responsabile e del bene comune. Proviamo e puntiamo a dar vita a un nuovo governo con ampia base parlamentare, al riparo dai ricatti e da azioni improvvise dei singoli partiti”. Un governo di stampo europeista, che sappia cogliere al meglio la grande opportunità del Recovery Fund: “L’Italia – sostiene Zingaretti – può e deve guarire”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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