Renzi rimanda la palla a Conte, Zingaretti e M5s, “Mi volete ancora?”

Nessun veto sui nomi – “noi parliamo solo di contenuti” – ma serve un governo politico che faccia presto e bene sul Recovery Fund, per non perdere quei 209 miliardi che consentirebbero all’Italia di ripartire. E i partiti dell’attuale maggioranza, per risolvere questa crisi, dicano con chiarezza se vogliono che Italia Viva continui a farne parte: “Parli – ha detto Matteo Renzi togliendosi diversi sassolini dalle scarpe – chi ha posto un veto su di noi avallando una narrazione su una crisi fondata su differenze di carattere e di personalità”.

In una mezz’ora di dichiarazioni alla stampa nel salone delle Feste al Quirinale dopo essere stato ricevuto da Sergio Mattarella, l’ex-premier e leader di Italia Viva ha rinviato la palla nel campo degli (ex?) alleati ed ha chiesto a Conte, a Zingaretti e ai Cinquestelle se vogliono ancora che lui e i suoi restino in maggioranza. Insomma si pronunci chi in questi giorni e fino a ieri ha definito Iv “irresponsabile e inaffidabile”. In una lunga dichiarazione il leader di Iv – si è saputo che ha avuto un lungo colloquio telefonico con Conte – si è detto preoccupato per le condizioni in cui versa il paese non solo per la pandemia, ma per la situazione economica e per lo “spettacolo indecoroso” della caccia ad un voto o due con cui (“per conservare quelle poltrone che Iv non ha esitato un attimo a lasciare”) Conte vorrebbe continuare a governare un paese alle prese con la crisi più grave dal dopoguerra. Un governo politico dunque per Renzi è il modo migliore per superare l’impasse, senza escludere – nel caso in cui non si riuscisse a vararlo per l’indisponibilità di molti – anche l’ipotesi di un governo istituzionale. Ma le elezioni sarebbero “un errore”.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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