(foto account facebook Last Minute Market)

La proposta di Andrea Segrè, ideatore della giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, è di creare un laboratorio permanente di educazione alimentare per formare cittadini, enti pubblici e privati al Recovery Food

L’economista e agronomo italiano Andrea Segrè, sotto la cui direzione è stato creato il Last Minute Market presso l’Università di Bologna, ha lanciato nell’anno del Covid-19 l’idea di un ampio e permanente piano di Recovery Food come capitolo particolare del Recovery Fund. Anche negli obiettivi primari dell’Agenda Onu per il 2030 dovremmo riuscire ad arrivare a un consumo responsabile, diminuendo lo spreco del 50%. Il Last Minute Market ha l’obiettivo di ridistribuire gli sprechi del settore alimentare e di riutilizzarli in ambito sociale. Progetto sposato da Federconsumatori con cui è stato siglato il patto, da Confesercenti, dalle catene di supermercati Conad e Despar e dalla trasmissione televisiva italiana sul food per antonomasia, Masterchef Italia. Gli avanzi alimentari della trasmissione non vengono buttati, bensì ricollocati a tempo record tramite il circuito di Last Minute Market. In collaborazione con il ministero dell’Ambiente è nata anche la campagna di sensibilizzazione Spreco Zero, che promuove la riduzione degli sprechi in tutti gli ambiti sociali, dall’alimentare al recupero farmaci.

Svolta culturale

La cultura del no allo spreco si sta diffondendo sempre di più in Italia e diventa sempre più importante ogni giorno che passa, non solo perché ci avviciniamo al 2030, ma perché a causa della pandemia abbiamo dovuto riorganizzarci anche dal punto di vista dell’alimentazione. Bar e ristoranti, a seconda delle zone gialle arancioni o rosse, hanno dovuto aprire e chiudere le attività come un organetto ogni settimana. Una situazione che ha procurato problemi di approvvigionamento (e di sprechi) delle materie prime, sia dal lato della ristorazione che della produzione. Anche dal punto di vista ambientale, con le consegne a domicilio e il conseguente maggior utilizzo di contenitori di carta, è aumentato l’impegno per il riciclo. Infine con le poche possibilità di fare attività fisica a causa dei lockdown, ci ritroviamo con il rischio di veder crescere nei paesi più sviluppati una popolazione di obesi. Ma in parallelo le carenze alimentari mettono sempre più a rischio la salute delle popolazioni di quelli più poveri. “L’impegno per lo sviluppo sostenibile e la prevenzione degli sprechi – spiega Andrea Segré sul sito ufficiale di Last Minute Market – passa attraverso la svolta culturale”, con la consapevolezza di ridurre al minimo lo spreco alimentare domestico. Ecco perché è il momento opportuno per inserire il progetto di un laboratorio alimentare permanente ad uso dei cittadini e delle autorità competenti per far arrivare l’Italia tra i primi paesi che rispetteranno i 17 obiettivi dell’Agenda ONU per lo sviluppo sostenibile.