Comincia a prendere forma il programma del governo Draghi mentre i grillini hanno deciso di affidare alla piattaforma Rousseau la decisione se partecipare o meno all’esecutivo dell’ex-presidente della Bce. Il presidente incaricato ha iniziato oggi, per concluderlo domani, il secondo giro di consultazioni (dai più piccoli ai più grandi) e le sue parole riferite dai gruppi che si sono avvicendati nel salone della Lupa a Montecitorio hanno iniziato a diradare la nebbia sulle cose che l’ex-presidente della Bce intende realizzare una volta alla guida di quella larghissima maggioranza che ha promesso di sostenerlo. Uno dei quattro punti cardine del programma del presidente del Consiglio incaricato – che è presumibile Draghi presenti ai partiti della sua maggioranza con la formula ‘prendere o lasciare’ – è una forte cornice europeista e il richiamo all’atlantismo. Lo detto il senatore del Psi, Riccardo Nencini, spiegando che “quando Draghi parla di europeismo, parla anche di sfida, tanto che è arrivato a mettere sul tavolo la questione del bilancio comune europeo“.
Secondo Manfred Schullian (Svp) sul tema delle “necessarie” riforme il programma Draghi punterà su Pubblica amministrazione, fisco e giustizia. Un’attenzione particolare al mondo del lavoro orientata sia sul turismo sia sulle grandi infrastrutture. E infine la scuola. Intanto, come avviene sempre nei momenti di particolare rilevanza politica nel percorso del Movimento, per legittimare ed eventualmente corroborare con l’opinione della base le decisioni dei vertici – peraltro già espresse dallo stesso Grillo – e anche nel tentativo di incanalare e controllare i mal di pancia grillini sulla partecipazione al governo Draghi, il Blog delle stelle ha annunciato che mercoledì e giovedì 10 e 11 febbraio (dalle 13 alle 13) saranno gli iscritti al Movimento a decidere con un click online sulla piattaforma Rousseau se questo matrimonio con il ‘banchiere di Francoforte’ s’ha da fare o meno.
Come la pensa il gotha del M5s lo ha fatto capire di nuovo l’ex-capo politico Luigi Di Maio: “Siamo stati decisivi nel Conte 1 con provvedimenti simbolo come il reddito di cittadinanza e la legge anti-corruzione. Siamo stati fondamentali nel Conte 2 con riforme che faranno la storia come il taglio dei parlamentari. E continueremo ad essere determinanti. Il Movimento – ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri (e in predicato di restarlo) – in questi anni ha sempre mostrato serietà e responsabilità”. “Sentiamo il peso del 33% di voti ricevuti nel 2018, degli 11 milioni di italiani che ci hanno dato fiducia e che rappresentiamo in Parlamento” ha concluso.
Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.
Imposta in20righe come fonte preferita







