Grillo Crimi
(foto da profilo FB V. Crimi)

Caos M5s. Dopo la spaccatura su Draghi le tribolazioni non sono finite. Il garante Beppe Grillo fa sentire di nuovo la sua voce in antitesi a quella di Rousseau, leggasi Davide Casaleggio. In mezzo il buon Vito Crimi che, formalmente con la modifica dello statuto e la creazione del direttorio, non sarebbe più il capo politico. Ma invece resta al suo posto con la benedizione dell'”Elevato”. Praticamente già digerita l’uscita di Alessandro Di Battista, si è consumata nella votazione al Senato la ribellione della fronda anti-Draghi. Alla fine un manipolo di una quindicina ha votato no, altri più prudenti non si sono presentati al voto e altri ancora hanno detto sì, ma con il mal di pancia come l’ermetico Toninelli. A capeggiare la fronda la senatrice ed ex ministra Barbara Lezzi. Ora non resta che vedere se verrà prima l’espulsione o prima la scissione. Oppure se sarà scelto per un po’ il ‘quieta non movere’.

Governance

Ma alla grana Draghi si è aggiunta nelle stesse ore la questione del cambio di statuto. La piattaforma Rousseau, in verità soltanto una piccola percentuale di iscritti grillini si è espressa con il clic, ha varato la nuova governance del Movimento. Non più la figura del capo politico (in origine Di Maio e poi Crimi come reggente), ma un nuovo organismo di guida, il Comitato direttivo. Sarà composto da 5 personalità scelte dall’Assemblea degli iscritti e guiderà i pentastellati per i prossimi 3 anni. La direzione diventa quindi collegiale, ma sulla sua elezione i pareri divergono. Per Grillo non c’è fretta vista la situazione del Paese e il varo del nuovo governo, per cui chiede a Crimi di restare in sella. Diversa l’opinione di Rousseau/Casaleggio che dichiara iniziato il “conclave degli iscritti”. Come Associazione “lavoreremo per consentire agli iscritti di poter eleggere il prima possibile questo organo collegiale e definire così una guida politica legittimata dal basso, che possa assumere le decisioni politiche e associative necessarie”. Lezzi traduce rudemente: “Crimi non può più decidere nulla in nome e per conto del M5S”. Insomma, licenziamento in tronco.

Anziano

Il reggente la prende davvero male e via social ribatte secco e con precisi richiami alle regole interne: “La mia funzione di reggenza, al contrario di quanto è stato erroneamente affermato, non è conclusa e proseguirà fino a quando non saranno eletti i 5 membri del nuovo Comitato. Fino ad allora, come previsto dall’art. 7 lettera d dello Statuto, in qualità di membro più anziano del Comitato di garanzia assumerò temporaneamente le veci del Comitato direttivo”. Calma e gesso, dunque. La vita politica del Movimento 5 Stelle, dice Crimi, prosegue come previsto statutariamente e “non è stato convocato alcun ‘conclave’ degli iscritti, che saranno coinvolti all’insegna della massima partecipazione, come è sempre stato”. In questo senso rende pubblica una comunicazione del garante Grillo: “Caro Vito, non ritengo di condividere l’assunto secondo il quale con la modifica odierna dello Statuto, cessando l’organo capo politico, cesserebbe anche la tua reggenza. A mio avviso la tua reggenza resta in vigore, essendo impensabile che il Movimento resti privo di rappresentanza per tutto il tempo occorrente per portare a termine la procedura di nomina del nuovo Comitato direttivo: raccolta delle candidature, voto e proclamazione”.