M5s, cacciati i 15 senatori del no a Draghi. Grillo invoca il “salto quantico”

È l’ora della resa dei conti tra i 5stelle. “I 15 senatori che hanno votato no alla fiducia saranno espulsi” dal gruppo parlamentare, annuncia il reggente confermato da Grillo, Vito Crimi. E proprio il garante via Facebook ribadisce: “Dobbiamo necessariamente effettuare un salto quantico”, una sorta di rafforzamento della “transizione cerebrale” invocata per i suoi soltanto qualche giorno fa sul blog. Immediato il contrattacco della pasionaria anti-Draghi, la senatrice Barbara Lezzi. “Ho appena letto il post del reggente perpetuo”, afferma ironizzando sul ruolo di Crimi. E annuncia: “Ho preso la decisione. Mi candido a far parte del comitato direttivo del M5S, da cui non sono espulsa. Credo che il 41% degli iscritti contrari ad allearsi con tutti – compresi Berlusconi, Salvini e Renzi – debbano essere rappresentati”. Fuoco e fiamme insomma.

Antropocene

L’assennato Crimi dopo la mazzata ai senatori reprobi, cerca di spiegare al popolo grillino la delicatezza del momento: “Ieri al Senato il Movimento 5 Stelle ha votato sì. Non lo ha fatto a cuor leggero, è evidente. Ma lo ha fatto. Lo ha fatto con coerenza, nel rispetto dell’orientamento emerso in seguito all’ultima consultazione, dove la maggioranza dei nostri iscritti si è espressa a favore”. E lo ha fatto, insiste Crimi, “con coraggio. Assumendosi la responsabilità di una scelta che non guarda all’interesse esclusivo del Movimento o al facile consenso, bensì agli interessi di tutti i cittadini italiani e della nostra comunità nazionale”. Il reggente offre poi anche un puntello quasi filosofico al sostegno accordato a Draghi: “Quello di chi ha votato sì è un voto unitario, una responsabilità collettiva, non del singolo. I compromessi con se stessi, con i propri credo, convinzioni e valori, sono quelli più difficili. Riuscire ad affrontarli e sostenerli per il bene di un Paese che sta vivendo il momento più difficile della sua storia recente non è una sconfitta, è un valore aggiunto in termini di etica e dignità”. Grillo da parte sua ribadisce la svolta ecologista: “Siamo nell’era della resilienza, dell’antropocene e dobbiamo passare da un regime di equilibrio (che realmente non lo è più) a un altro. L’unità, il patto verde è l’unica strada. La transizione ecologica è un processo necessario di trasformazione a livello tecnologico, economico, ecologico, socio-culturale e istituzionale”.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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