(foto profilo Twitter NASA's Perseverance Mars Rover)

Il rover Perseverance della NASA è atterrato con successo su Marte. Porta con sé un piccolo elicottero chiamato Ingenuity. La missione Mars 2020 è il primo passo per riportare sulla Terra campioni di suolo marziano. È la terza missione a essere arrivata con successo sul Pianeta rosso nello spazio degli ultimi 10 giorni. Oltre a Mars 2020, ci sono la Emirates Mars Mission e la cinese Tianwen-1 in orbita attorno al pianeta. Perseverance, soprannominato Percy, è uno speciale mezzo spaziale delle dimensioni di un’auto, progettato per esplorare il cratere Jezero in cui è atterrato. Prodotto dal Jet Propulsion Laboratory di Pasedena era stato lanciato nello spazio il 30 luglio dello scorso anno. Trasporta strumenti scientifici di ultima generazione ed è attrezzato con 19 telecamere e due microfoni. Ingenuity tenterà il primo volo a motore su di un altro pianeta.

Discesa

Per atterrare su Marte il rover ha iniziato la sua discesa a una velocità di oltre 20 mila chilometri l’ora. Una manovra molto delicata e rischiosa. Un paracadute e un meccanismo di discesa motorizzato lo hanno fino a circa 3 km/h prima che le sue sei ruote toccassero il suolo. Perseverance è atterrato al cratere Jezero, appena a nord dell’equatore marziano, in una regione chiamata Isidis Planitia. È una regione ben conosciuta dai lander americani, incluso il rover Curiosity, che è ancora attivo. Attualmente si trova a circa 3.700 chilometri di distanza da Perseverance nl Gale Crater. Non troppo lontana anche l’Utopia Planitia, dove la Cina intende far atterrare il suo primo rover su Marte nel prossimo maggio. La corsa verso Marte venne iniziata dall’Unione sovietica negli anni Sessanta del secolo passato, in competizione diretta con gli Stati Uniti. Molte missioni fallirono, ma nel 1971 il lander sovietico Mars 3 atterrò e inviò alcune foto. Dopo di allora è stata la NASA all’avanguardia nella ricerca con il primo rover della missione Mars Pathfinder nel 1997.

Acqua

Ora tocca a Perseverance, che cercherà tracce d’acqua e altri segni di vita sotto la superficie del pianeta. Raccoglierà campioni di roccia e di suolo e li depositerà in contenitori, che saranno successivamente raccolti da missioni congiunte statunitensi-europee e riportati sulla Terra entro i prossimi 10 anni. La NASA sottolinea che solo il 40% circa delle missioni inviate su Marte hanno avuto successo. Ogni tentativo di successo va salutato e merita di essere applaudito. La speranza è che la nuova corsa allo spazio sia pacifica e possa portare vantaggi all’umanità nel suo complesso. Con Usa, Cina, Russia ed Europa la comunità spaziale si è arricchita di nuovi protagonisti dagli Emirati a India e Israele. Più recentemente anche la Turchia ha annunciato un suo programma spaziale. Mentre sembra più vicino un ritorno dell’uomo sulla Luna con la costruzione di basi orbitanti, ma anche sulla superficie del satellite, l’arrivo di astronauti su Marte e la colonizzazione del Pianeta rosso restano ancora un programma quasi di fantascienza.

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