Bio ortofrutta
(foto myfruit.it da flickr.com)

Boom bio sulle tavole degli italiani. I consumatori si mostrano sempre più attenti alla salute, ma anche alla sostenibilità ambientale. L’effetto pandemia è fatto sentire anche sulle abitudini alimentari. Durante il lockdown gli italiani hanno fatto scelte più salutari, orientandosi verso cibi biologici e biodinamici. In base alle indagini elaborate da Nielsen per la grande distribuzione e con il contributo di AssoBio per gli altri canali, nel corso del 2020 gli acquisti dei prodotti biologici sono cresciuti del +7% sul 2019. Il tutto per un valore complessivo superiore ai 4,3 miliardi totali. L’Italia è leader europeo per numero di agricoltori biologici, oltre 68 mila, e per imprese di trasformazione bio, oltre 10 mila.

Supermercati

Significativo il contributo del canale dei supermercati (+6,5%), con vendite che superano gli 847 milioni di euro. Ma anche quello dei discount (+12,5%), con un valore di oltre 194 milioni e dei negozi specializzati, che hanno visto un incremento superiore al 10%. La preoccupazione per la situazione socio-sanitaria sembra aver contribuito a orientare le scelte dei consumatori verso criteri più salutisti, conferendo una decisa priorità al tema della sicurezza alimentare. La Grande distribuzione organizzata (Gdo) sta aumentando in modo significativo l’assortimento dei prodotti bio a proprio marchio, con risultati estremamente positivi, pari al 48,7 % delle vendite bio totali. Ma la vera e propria impennata si registra nelle vendite online dei prodotti bio che superano il 150%.

Qualità

“Il settore del biologico rappresenta un driver sempre più importante dell’agroalimentare italiano di qualità – afferma il presidente di AssoBio, Roberto Zanoni –. Durante il lockdown i consumatori sono andati alla ricerca di prodotti biologici e biodinamici, a conferma di una tendenza di crescita già in atto. Il consumatore italiano sta prestando sempre maggiore attenzione alla qualità e alla sicurezza, con uno sguardo rivolto anche alla corretta politica di prezzi. Auspichiamo che il nuovo governo ponga massima attenzione alla strategia ‘Farm to Fork’, proposta dalla Commissione UE come il cuore del Green Deal. C’è la necessità di ripensare i modelli di produzione e consumo, con uno sguardo alla sostenibilità e all’innovazione e la consapevolezza che vi siano legami tra persone sane, società sane e un pianeta sano”. Per Nicola De Carne, retailer client business partner di Nielsen: “Oggi è necessario riconsiderare il ruolo del biologico in un contesto più ampio. Negli ultimi tempi si è assistito a una forte crescita di prodotti che richiamano all’italianità e al territorio, in grado di coniugare sicurezza, qualità e genuinità. Oltre che su questi valori, diventa sempre più necessario comunicare il tema della sostenibilità ambientale legata ai processi produttivi e al packaging”.

Performance

Molto positiva e persino superiore a quella registrata dall’export agroalimentare made in Italy nel suo complesso, la performance dell’export di prodotti bio. Nel 2020 ha superato i 2.619 milioni di euro, con un ritmo di crescita dell’8% rispetto al 2019 e un incidenza del 6% sul totale delle esportazioni agroalimentari italiane. L’Italia è la seconda nazione al mondo per l’esportazione dei prodotti bio, subito dopo gli USA e decisamente la prima in Europa.